Niente di nuovo sotto il sole italiano

Dona Flor

BOOOM!

Rideva solo lui alla sua stessa battuta di cattivissimo gusto, questa volta neanche i pericolanti lacché!

ROMA - Polemica a distanza tra il presidente della Repubblica e Beppe Grillo. Commentando l’esito del voto di ieri l’inquilino del Quirinale ha parlato di un risultato che non è una rivoluzione, ma piuttosto, offre motivi di riflessione. Per tutti, “per le forze politiche e per i cittadini sui rapporti con la politica e sui problemi di governabilità”. Quanto al “boom” del comico-blogger il parere di Napolitano è secco: “Boom? Ricordo solo quello degli anni ‘60…”.

Parole che lasciano Grillo “a bocca aperta, perché il Quirinale dovrebbe rappresentare tutti gli italiani, quindi anche il Movimento Cinque Stelle e anche, dopo queste elezioni, i suoi circa 250 consiglieri comunali e regionali scelti dai cittadini”.
“Ho le mascelle che mi fanno ancora male – scrive il comico sul suo blog -. Là dove non hanno osato neppure i Gasparri e i Bersani ha volato (basso) Napolitano”. L’accusa al capo dello Stato è chiara: aver “minimizzato il voto”. “E’ vero – prosegue Grillo, il M5S è solo terzo ed è nato solo due anni e mezzo fa e non ha fatto boom. Forse ha fatto bim bum bam? O sim sala bin? Napolitano è preoccupato per il futuro”. Perché, secondo Grillo, “i partiti (quelli che facevano boom) non se li fila più nessuno”.

I toni di Grillo crescono, quando nel post inquadra il futuro personale del capo dello Stato immaginando sullo sfondo quello delle istituzioni. “L’anno prossimo si terranno le elezioni politiche e, subito dopo, sarà nominato il successore di Napolitano, che potrà godersi il meritato riposo – avverte Grillo -. Se il Movimento Cinque Stelle farà boom (come quello dei favolosi anni ‘60), il prossimo presidente non sarà un’emanazione dei partiti, come la Bonino, e neppure delle banche, come Rigor Montis (il soprannome coniato da Grillo per il premier Mario Monti, ndr). I giochi per il Quirinale sono in corso da tempo. Si sono già venduti la pelle degli italiani”. Il finale di Grillo è davvero col “botto”. “Il boom del Movimento Cinque Stelle non si vede, ma si sente. Boom, boom, Napolitano!”

La Repubblica, 8 maggio 2012

Non ti muovere

Un paio di settimane fa ho regalato il libro a mia figlia; “mmh, carino, lo leggerò” è l’apertura che mi ha fatto. Notevole, per una adolescente al 4° ginnasio, al genitore che non ha mai capito neanche questa cosa che al Classico il 1° superiore si chiama così.
Legge molto, già da tanto, impensabile per una ragazzina della sua età e per me stesso che ho iniziato a farlo in età più avanzata.
Si troverà di fronte a un piccolo capolavoro della coscienza. Un romanzo dell’intimità che non si apre all’esterno, ma lo richiama nel suo corpo inenarrabile, sporco, composto dai percorsi obbligati che la vita traccia per te e di fronte ai quali spesse volte resti immobile, come Timoteo, come sua figlia.
Immobile davanti agli eventi che comunque scorrono e ti travolgono, anche quando decidi, inutilmente, di muoverti, di fare qualcosa per te stesso, per i tuoi sentimenti. Lì la vita dimostra che è più veloce, inafferrabile, e ti toglie i ponti per farti passare dall’altra parte, verso quello che tu vuoi con tutto te stesso ma che vive dietro un vetro, mostrandoti una dimensione nuova, quella del presente già passato che non può diventare futuro.
“Chi ti ama c’è sempre, c’è prima di te, prima di conoscerti”.

GF

La forma del suono in Conservatorio a Bari

Imagine

Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today…

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

Buon sabato domenica e lunedì

SDL scena finale

Punti di vista decisivi

“L’arte è l’invocazione angosciosa di coloro che vivono in sé il destino dell’umanità. Che non se ne appagano, ma si misurano con esso. Che non servono passivi il motore chiamato “oscure potenze”, ma si gettano nell’ingranaggio in moto per comprenderne la struttura. Che non distolgono gli occhi per mettersi al riparo da emozioni, ma li spalancano per affrontare ciò che va affrontato. E che però spesso chiudono gli occhi per percepire ciò che i sensi non trasmettono, per guardare al di dentro ciò che solo in apparenza avviene al di fuori. E dentro, in loro, è il moto del mondo; fuori non ne giunge che l’eco: l’opera d’arte.”

A. Schoenberg

Pezzi di vetro

Colleziono bottiglie di vino da quando avevo 5 anni e trovai a Cirò Marina un “Rosso classico riserva” con la mia data di nascita. “Prodotto e imbottigliato dalla casa vinicola Francesco Porti e figlio”… chissà se esiste ancora. E’ una “borgognotta”, la mia preferita, col collo largo largo e capsula spessa in alluminio. Dal vetro di un colore così scuro e doppio che non si riesce a intravederne il contenuto. Le etichette, bianche e rosso lacca, come la capsula, molto ben proporzionate, con le indicazioni, scarne, d’origine e caratteristiche. Il sigillo di qualità dorato, con una bella testa che ricorda quella degli oscar hollywoodiani. Genuina, senza la minima traccia dell’accanimento del design. La conservo ancora oggi, intatta, nella vetrina degli oggetti più belli e preziosi; la differenza da altre, pure bellissime, sta nella data e nella memoria che questo oggetto conserva.
Mi riesce difficile, quasi impossibile, gettare via anche quelle vuote che, oltre alla bellezza, conservano la memoria dell’occasione in cui sono state bevute. Sembra incredibile, ma di ogni bottiglia si può ricordare tutto; dalla sorpresa del turacciolo incerato al primo colore del vino, fino al suo sapore e alle espressioni delle persone con cui lo hai aperto e scoperto. In questo senso, direi, che una bottiglia vuota è molto meglio di una ancora piena.
Immaginate cosa deve essere stato lasciarne una cinquantina, tre bustoni pieni, in una qualsiasi campana per la raccolta del vetro!
Vetro.
Vetro e nient’altro.

GF

Frida y Diego

Dovevo avere sei anni, quando vissi intensamente un’immaginaria amicizia con una bambina della mia età più o meno. Sulla vetrata di quella che allora era la mia stanza, e che dava su Calle Allende, su uno dei primi vetri della finestra – ci alitavo sopra. E con un dito disegnavo una “porta”. Per questa “porta” uscivo nella mia immaginazione, con grande gioia e in fretta, attraverso tutto lo spazio che si vedeva, fino a raggiungere una latteria di nome “Pinzón”… Attraverso la “O” di Pinzón entravo e scendevo fuori dal tempo nelle viscere della terra, dove la mia “amica immaginaria” mi aspettava sempre.

Frida Kahlo (1907-1954)