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TRILICIUM

di Gaetano Ficarella

 

L’idea

Il progetto nasce dal mio interesse per la struttura del traliccio. Un oggetto che trasmette forza e sicurezza, in ogni direzione, fino al punto che, nonostante la presenza di cavi elettrici, le cicogne vi affidano i loro piccoli. Una specie di fortezza offensiva di acciaio.

Dal latino Trilicium, “di tre fili”, ho reinterpretato quella struttura prendendo spunto proprio da suo significato etimologico, privandola, oltre che di un lato, di molte componenti funzionali al suo uso consueto.

Le centinature interne, per esempio, diventano una spirale logaritmica tridimensionale, continuando ad assumere il solo ruolo di sostegno dei tre montanti inclinati, anche questi destrutturati, ma senza le sollecitazioni esterne e la spinta dei cavi.

 

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Descrizione

Queste centine hanno una dimensione della sezione variabile dal basso verso l’alto. La spirale chiude, in alto, con un collarino esagonale dove è ancorata sia l’armatura elettrica della lampada, in PVC o policarbonato a fusione, che il nido.

Il nido viene appoggiato sulla piastra di cablaggio e bloccato al montante in alluminio più lungo; una volta fissato possono essere avvitate le due lampadine a luce fredda e infine le due uova in materiale plastico, di diversa dimensione, che ospiteranno le lampadine, di diversa potenza, che illumineranno l’ambiente a seconda della necessità.

La centinatura a spirale è in acciaio brunito a profili rettangolari (mm 6 x 40 / mm 5 x 30 e mm 4 x 20), mentre i montanti sono in alluminio finitura “scotch bride” (mm 10 x 50), di diversa altezza. Le parti sono unite tra loro tramite perni a brugola da 4 mm conici in acciaio che filettano sulla parte di contatto delle centine con i montanti.

 

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Costruzione

Per l’esecuzione del prototipo si dovrà predisporre una dima esterna in legno o in alluminio, corrispondente al sistema dei montanti inclinati; la dima sarà completa di base e chiusura superiore di bloccaggio dei tre elementi. La base è un triangolo equilatero avente il lato di mm 520, mentre la chiusura superiore è un esagono con il lato di mm 50.

Costruita la dima, che servirà per realizzare la centinatura interna, si dovranno forare i tre montanti per l’alloggiamento provvisorio delle coppie di perni da 4 mm che vincoleranno, sempre provvisoriamente, le piastre in acciaio brunito all’altezza corretta, alle quali saranno saldate le centine di diversa lunghezza ma uguale inclinazione.

Terminata la costruzione della struttura interna, che in alternativa potrà essere in acciaio da verniciare dopo le saldature, questa si svita dalla dima e vi si avvitano i pezzi dei montanti definitivi tramite i perni a brugola, a cominciare dal più basso e piccolo.

Una volta ultimata tutta la parte metallica della lampada, si procede con il montaggio del cablaggio elettrico e del nido, realizzato, quest’ultimo, artigianalmente in paglia.

 

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Funzionamento

La lampada si accende e si spegne interagendo con essa attraverso movimenti delle mani nell’aria. Su un montante del traliccio vengono alloggiati dei sensori di distanza a infrarossi ed ultrasuoni per rilevare il movimento della mano; questi movimenti provocano:

  • l’accensione della lampada (movimento verso l’alto);
  • lo spegnimento (movimento verso il basso);
  • intensità della luce (allontanamento della mano);
  • colore della fonte luminosa (avvicinamento della mano).

Questi sensori trasmettono il segnale a un circuito, chiamato “Titino” – progetto open source sviluppato proprio a Bari dall’Ing. Michele Scaramuzzi – che li trasforma in impulsi elettrici necessari a comandare le due lampade LED inserite nelle uova.

 

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Esposizione

Durante la mostra la lampada sarà esposta insieme a una cicogna, in discesa sul nido, realizzata dall’artista Nunzio Fucci.

 

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