In questi tempi di crisi le dichiarazioni dei nostri governanti ci rassicurano permettendoci di guardare con maggiore fiducia alla ripresa economica che ci consentirà di stare un po’ meglio.
Non è la prima volta che mi sento confortato rispetto alla sensazione, e non solo quella, reale di maggiore povertà; era già successo con l’introduzione dell’euro, quando quelle meravigliose e durature centomilalire furono sostituite da quell’orribile foglietto giallognolo che si esaurisce tra un bar e un’edicola in un paio di giorni. Avrebbe dovuto essere la stessa cosa..
Allora, mentre nell’indifferenza generale in tutti i listini si sostituiva il simbolo dell’euro a quello della lira, senza prendersi la briga di fare la conversione, troppo faticoso per gli italiani che non reclamano mai, ci dissero che era stato indispensabile per una moneta che perdeva terreno quotidianamente nei confronti della valuta dei nostri partners europei. Era necessario, questo è vero, ma chi ha pagato il conto è la solita massa inerme: il popolo.
Tre anni fa mi trovavo in Galizia e mi sono trovato spiazzato nei confronti di un atto di protezione reale, e non un proclama televisivo. I menù dei ristoranti, con i prezzi ancora nella doppia valurta euro/pesetas, frettolosamente sparita nei nostri esercizi, erano timbrati e firmati dal Governatore di quella regione. Il tutto era plastificato perché…non si sa mai!
In Italia, dunque, la sicurezza, la legalità, la protezione del cittadino da parte dello Stato, sono una questione di sensazione, e personalmente, lo ammetto, mi sentirei tranquillo, rassicurato, dal mio Stato, se non facessi prevalere la sensazione reale.
Come mi sono sentito protetto e rassicurato dal provvedimento del Governo a favore dei titolari di un mutuo a tasso variabile e che ne ha permesso la rinegoziazione – a tasso fisso – in un momento in cui i tassi erano in netta risalita. Anche lo Stato si è prontamente preoccupato facendosi carico della responsabilità di difesa del cittadino, con l’emanazione di un decreto (n. 93 del 28/5/08). Da allora una catena di solidarietà formata da banche e istituti di credito ha salvato la popolazione debitrice nei loro confronti.
Un sogno o quasi. A questopunto proporrei un mini-questionario di rete:
1. trovate possibile che questo governo tuteli il cittadino a discapito delle banche?
2. vi sembra credibile la gara di solidarietà degli istituti di crediti a salvaguardia del cittadino in luogo della confisca della casa?
3. cosa ne pensate dell’andamento dell’indice euribor, su cui si basano i mutui a tasso variabile, in picchiata dall’estate 2008 e arrivato a livelli di 1,23 % attuale?
A voi l’ardua sentenza.