I have a dream, aveva detto agli americani, ma direi al mondo intero, Barak Obama, e per la prima volta, dote rarissima per un politico, quel sogno si sta trasformando in realtà.
Le dichiarazioni e le azioni del presidente americano, vengono riportate ormai quotidianamente dai telegiornali e sembrano provenire, appunto, da un sogno rispetto a quelle dei pari grado italiani.
Ma il sogno non consiste, in modo particolare, nelle cose che dice e che fa, ma che a dirle e a farle sia un uomo politico. Quella che dovrebbe essere la logica della svolta ecologista del mondo, del risparmio energetico, dell’abbandono delle tecnologie che fanno uso del petrolio, fin’ora appannaggio di persone che non contano nello scenario politico e che non occupano le famose poltrone, è finalmente tema da capo di stato.
Vi sembra materia da sogno se un’azienda che naviga verso il fallimento, e che chiede aiuti economici pubblici, debba anche licenziare il proprio incapace management? Personalmente no, ma l’ottusità sponsorizzata dei politici l’ha resa tale.
Vi sembra materia da sogno se il capo della più grande potenza mondiale discuta serenamente con un paese islamico senza far seguire alle parole minacce, ritorsioni, embarghi, e bombe?
Vi sembra che debba restare un sogno l’uso delle cellule staminali e quindi l’uso della scienza nella massima espressione, per guarire da terribili malattie e menomazioni?!
L’idiozia del suo predecessore, ne cito uno per tutti, il rappresentante massimo di tale epiteto, appoggiata dai suoi pari grado italiani, ha reso tutto ciò un sogno.
L’incapacità storica degli americani, impegnati da sempre in assurde e perdenti guerre imperialistiche in tutto il mondo, a trovare una identità, che si riflette persino nell’assenza di un nome per la propria nazione, è evidente a tutti meno che a chi li guida.
Fu, infatti, di un architetto, Frank Lloyd Wright, il vano tentativo di chiamare “Usonia” (termine coniato dallo scrittore James Duff Law agli inizi del ‘900 e “riciclato” da Wright) gli Stati Uniti d’America.
E’ la rivincità della normalità che diviene eccezionalità. I nostri sogni, per il momento, devono accontentarsi della normalità perduta e attendere tempi migliori per ridiventare degni di tale nome.![]()