Fate la carità ad un povero bisognoso, fate la carità.
E’ la richiesta di aiuto, dignitosa, di un mendicante all’angolo della strada.
E’ questa la posizione dello Stato italiano nei confronti di una emergenza come quella in Abruzzo, verso la ricerca scientifica, verso i poveri, verso i disabili e verso le calamità naturali in generale.
Non vorrei essere populista, ma è la realtà, la posizione cambia quando si tratta di finanziare l’editoria, i partiti o le tornate elettorali. Lì i soldi si reperiscono immediatamente.
E’ come se quel mendicante, a un certo punto, si alzasse, e iniziasse a dilapidare quanto racimolato durante la giornata di elemosina e molto altro ancora, per festini, G8, buffet, bouvette, auto blu, scorte, coca, prostitute e alberghi di lusso.
Penso che nessuno gli darebbe più un centesimo.
Sarei curioso di sapere cosa ne pensa il “popolo della Lega” dei quattrocento milioni bruciati pur di non far coincidere due tornate elettorali. Per non correre il rischio che la gente si esprima con un voto. Basano la loro gloria e il loro potere sull’inerzia della gente.
E’ questo l’esempio di democrazia e civiltà che ci arriva dalla parte malata del nord! Li farei inviare a loro gli sms per recuperare quei soldi, non ai bambini e alla gente in buona fede che crede ancora che quella sia solidarietà.
E’ una posizione dura, difficile, ne sono consapevole, ma per responsabilizzare lo Stato e i propri doveri nei confronti dei cittadini che già pagano con le tasse la Protezione Civile, si dovrebbe smettere di essere solidali, così vediamo se vanno a fare campagna elettorale sulle rovine di una città che chiede dignità, prima di tutto, e impegno reale da parte di chi ci governa.
Ce ne ricorderemo di Bossi, di Maroni e della Lega alle prossime elezioni.
GF