Insieme a un gruppo di amici, per la prima volta, ho deciso di partecipare attivamente alla vita politica del mio paese. Questa apertura, che naturalmente non ha niente a che vedere con termini quali candidatura, appartenenza, tessera, campagna elettorale, riguarda molto più da vicino un confronto dialettico sui temi che la politica dovrebbe affrontare per dare risposte concrete ai bisogni della gente.
Ci stiamo sforzando di portare il dialogo sui binari dell’etica e della moralità in un’epoca nella quale, forse, non è richiesto da nessuno. Forse resterà solo un esercizio filosofico del quale la politica non prenderà mai atto.
I portatori della nuova cultura, che ormai da tempo hanno sostituito quei concetti con l’immagine vuota di candidati patinati, sono usciti allo scoperto, avendo ricevuto, sempre più copioso, il benestare del popolo.
Il concetto del consenso elettorale basato sulle idee è stato sostituito da una politica che fa affidamento sull’atavico priapismo dell’elettore che da tempo, ormai, ha gettato la maschera insieme ai suoi eletti.
Parliamoci chiaro, in un periodo confusionario in cui i mezzi di comunicazione dicono tutto e il contrario di tutto, in ogni caso riferito al volere dell’editore sia di destra che di sinistra, mentre l’intellettuale trova rifugio e conforto nella forza del proprio pensiero introverso e alle volte onanistico, alla gente restano pochissime certezze. Tra queste, sicuramente, la figa.
I portatori della nuova cultura di destra lo hanno capito da tempo, quelli di sinistra ancora resistono, ufficialmente, e rilasciano dichiarazioni ricolme di fiducia nei confronti del “cittadino che non è stupido e saprà scegliere”.
Cari maleodoranti, malvestiti e sinistri figuri, smettetela di cavalcare il populismo e prendete atto del cambiamento, il più importante stabilito dalla destra: l’italiano è stupido. La nuova politica sta regalando quotidianamente al popolo, attraverso le televisioni, il sogno di gente ricca o che lo diventa con facilità, di veline e di calciatori belli, ricchi e famosi che se le trombano, di vallette, di bellimbusti arricchionati.
La gente questo vuole e preferisce vivere una realtà traslata, virtuale, nelle mura di casa riconoscendosi nelle loro storie, e gli unici che si accorgono di morire di fame sono quelli che una casa (e quindi un televisore) non ce l’hanno.
Inutili le analisi, le strategie, le dimissioni, la questione morale, il PD, il conflitto di interessi, i giudici. Per votare uno con la faccia come quella di Niccolò Ghedini bisogna essere in stato di ipnosi collettiva.
E quindi, cari amici sognatori, portatori di imbarazzanti escrescenze da astensione almeno bivalente, tragici componenti di fumose (e maleodoranti) riunioni, rigorosamente monosessuali, bando alle ciance, levate mano dalle facili autogratificazioni balanistiche e arrendetevi alla spettacolare evidenza comunicativa dei padri fondatori di tutte le possibili future libertà.
GF
Oh, finalmente un tema che mette tutti d’accordo, dall’intellettuale all’analfabeta (con una leggera prevalenza di quest’ultimo): la gnocca o, come direbbe Albanese, il pilu; argomento che l’aspirante napoleone IV ha capito perfettamente ed utilizza per arrivare laddove ancora non è giunto. Si nino, c’è un rincoglionimento generale ma non c’è l’ineluttabilità degli eventi, Berlusconi è battibile se solo le forze della opposizione individuassero una strada e la seguissero senza cambiarla ad ogni incrocio.
Ma a parte queste ultime noiose indicazioni, vogliamo parlare di srategia della figa?
riflettiamoci.
Un simpatizzante (della figa)
Oh, finalmente un tema che mette tutti d’accordo, dall’intellettuale all’analfabeta (con una leggera prevalenza di quest’ultimo): la gnocca o, come direbbe Albanese, il pilu; argomento che l’aspirante napoleone IV ha capito perfettamente ed utilizza per arrivare laddove ancora non è giunto. Si nino, c’è un rincoglionimento generale ma non c’è l’ineluttabilità degli eventi, Berlusconi è battibile se solo le forze della opposizione individuassero una strada e la seguissero senza cambiarla ad ogni incrocio.
Ma a parte queste ultime noiose indicazioni, vogliamo parlare di srategia della figa?
riflettiamoci.
Un simpatizzante (della figa)
Mi perplime alquanto apprendere da un simpatizzante che il caro “tema” sia prevalentemente appannaggio dell’analfabeta!
Ti fai obnubilare dalla tua parte selvaggia e ti sfugge di mano il risvolto poetico, direi a tratti lirico dell’argomento.
A parte tutto, non sono convinto che il magna..te sia battibile, troppo impari le potenzialità, così come non credo che il problema sia cambiare strada ad ogni incrocio. Le strategie, se vogliamo chiamarle così, possono variare al variare dell’avversario e degli eventi, l’importante è non farsi invischiare dalle logiche perverse e ammalianti del potere e restare fedeli a un’idea.
Dunque, la strategia della figa. Sono fermamente convinto che per gli ultimi giorni di campagna elettorale dovremmo assoldare qualche ragazza per la distribuzione dei santini di Clementini. Per i dettagli ci vediamo in sede.
L’onomatopeicamente predestinato.
Nino
Mi perplime alquanto apprendere da un simpatizzante che il caro “tema” sia prevalentemente appannaggio dell’analfabeta!
Ti fai obnubilare dalla tua parte selvaggia e ti sfugge di mano il risvolto poetico, direi a tratti lirico dell’argomento.
A parte tutto, non sono convinto che il magna..te sia battibile, troppo impari le potenzialità, così come non credo che il problema sia cambiare strada ad ogni incrocio. Le strategie, se vogliamo chiamarle così, possono variare al variare dell’avversario e degli eventi, l’importante è non farsi invischiare dalle logiche perverse e ammalianti del potere e restare fedeli a un’idea.
Dunque, la strategia della figa. Sono fermamente convinto che per gli ultimi giorni di campagna elettorale dovremmo assoldare qualche ragazza per la distribuzione dei santini di Clementini. Per i dettagli ci vediamo in sede.
L’onomatopeicamente predestinato.
Nino