Lo scorso venerdì ho assistito a una conferenza che aveva per tema il rapporto possibile tra etica e politica. Relatore il prof. Raffaele Macina, figura molto nota a Modugno nel campo della cultura e di una certa politica, passata di moda, moralmente sana.
L’evento, che ho trovato particolarmente elevato nel tema e nelle testimonianze storiche portate a sostegno, non ha visto la partecipazione dei giovani (a meno che non si possa ancora ascrivere a tale categoria il sottoscritto e il buon Loiacono). Tra il pubblico, formato da eleganti signori e signore di mezza età, erano presenti le figure istituzionali ma, purtroppo, nessun rappresentante della futura classe politica che si appresta a sostituire in blocco i vecchi esponenti della partitocrazia (…).
Altissimi i concetti dei padri della politica, Platone, Socrate, fino a Machiavelli, espressi davanti alla platea e al Sindaco, al vice, al Presidente del Consiglio Comunale.
Le eco delle parole del professor Macina, il tema di primo piano, esposto in maniera lucida, competente e appassionata, avranno lo stesso clamore e susciteranno lo stesso dibattito dei boccheggi di un pesce in un acquario.
Siamo sempre al solito punto: cosa si deve fare per attrarre l’attenzione di una popolazione, giovane preferibilmente visto che le classi più mature hanno miseramente fallito, che sta subendo senza battere ciglio il subdolo potere di una ristretta cerchia di oligarchi a caccia di gloria eterna per se e per i propri discendenti?
Come far capire alla gente che non ci sarà futuro se questo non sarà predisposto da uomini capaci, competenti, e fortemente attaccati a ciò che più conviene alla collettività?
Caro Lillino (Macina), resisti. Cari lettori (so che siete in tanti ma ancora aimé inattivi), cari giovani non ancora infettati dal virus dell’apatia sociale o della sete di potere, bisogna resistere. Abbiamo il dovere di riprenderci il paese e di non consegnarlo nelle mani di chi ne farà un inceneritore culturale.

GFplatone