Nessuno può togliermi dalla testa che il fallimento delle grandi banche americane sia stato causato da un passa parola via rete di gente che non ne poteva più dei mille balzelli che li assillavano.
Nessuno lo dice, ma tutti lo pensano, che il potere della rete è illimitato, essendo l’unico mezzo che può tenerci tutti uniti nei confronti di abusi da parte di potenti lobby organizzate. E in America Internet fa parte del tessuto sociale molto più che in Italia.
Un esempio? Il governo ci impedisce il diritto alla Class Action. Bene, anzi malissimo. Le stesse persone che dovrebbero organizzarsi tramite un legale (che sarebbe in questo caso il legante), con la rete potrebbero promuovere una azione compatta di boicottaggio.
Se la banca pratica tassi da usura i correntisti organizzati potrebbero ritirare in blocco i loro risparmi facendola fallire.
Se le Poste Italiane, forti del monopolio sui pagamenti differiti, aumentano ingiustificatamente le spese sul bollettino, ci si organizza direttamente col fornitore del bene il quale sarà ben lieto di accettare un pagamento rateizzato diretto.
Se acquistassimo un oggetto all’Ikea tramite la “Family Card”, pensando solo di posticiparne il pagamento di tre mesi, e l’istituto di credito, (Findomestic) incurante di tale possibilità, mandasse il debito direttamente a rata, gli utenti organizzati potrebbero tagliare la card e spedirla al mittente. Vedremmo, poi, se le telefonate di reclamo sarebbero dirottate su segreterie telefoniche a circuito chiuso.
Se il gestore della nostra carta di credito ci addebitasse un pagamento mai autorizzato, perché mai firmato, gli utenti organizzati restituirebbero al mittente la carta in attesa di una migliore organizzazione.
Insomma, a noi popolo conservatore e tradizionalista tutto questo può forse sembrare utopistico, ma negli States ha permesso a un uomo di colore di diventare presidente.

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