Torno a scrivere dopo un lungo periodo di silenzio, il più lungo da quando ho inaugurato questo blog; sono dell’avviso che non lo si debba fare ad ogni costo, ma solo in seguito ad un impulso, una ispirazione se preferite, che, evidentemente, non è sempre presente.
Poi ci sono gli stati d’animo, i pensieri, gli impegni. Non escludo, come dissuasore, l’apatia, cioé la voglia, nei momenti di pausa dal lavoro, di starsene a letto a fissare il soffitto e basta, quando diventa fastidioso e insopportabile anche il “gong” di avvio del Mac.
E i pensieri possono diventare parole, per esempio facendo compagnia ad una persona influenzata con la quale condividi una intimità che fonde i pensieri e le parole, confondendoli e confondendo, forse, il suo stato febbrile con il tuo, invece assolutamente virtuale. Suggestivo.
Ma lo stato di malessere simpatico, suggestivo, non trova dialogo in uno stato di malessere reale. Finisci per parlare da solo osservando i dettagli più insignificanti di una insignificante camera da letto, con una descrizione ad alta voce di tutto quello che capita a tiro, fossero anche granelli di polvere.
Non è la prima volta che la polvere diviene oggetto delle mie attenzioni. Mi sono sempre chiesto cosa fossero quei minuscoli, impercettibili singolarmente, filamenti o particelle.
Da Wikypedia: “polvere è un nome generico attribuito alla materia suddivisa in piccolissime particelle di diametro compreso indicativamente fra 0,25 e 500 µm. Sulla Terra, la polvere si trova nell’atmosfera e proviene da diverse sorgenti: il suolo, polvere sollevata dal vento, eruzioni vulcaniche, e dall’inquinamento. Le polveri sospese in aria (pulviscolo atmosferico) hanno effetti rilevanti sul clima e sulla salute umana”.
Qualsiasi materiale è biodegradabile al cospetto della natura, la quale, tende a riprendersi, nel tempo, gli elementi che lo compongono. Pensavo all’architettura, alla levigatura che il tempo fa dei suoi spigoli, e che la polvere fosse in realtà tutto il degradato, da che esiste il mondo, di cose organiche e non, forte di avere letto, su un vecchio numero di “Focus”, che i resti di Giulio Cesare sono tutt’ora presenti e indissolubili sotto forma di polvere sparsi da qualche parte.
La polvere, quindi, come frammento, non ulteriormente scindibile, di tutto ciò che è passato su questo mondo e come testimonianza di come tutto sia, in effetti, composizione di quegli impercettibili frammenti materici.
Ne saremmo pieni, soffocati, se la pioggia non ne convogliasse, periodicamente, grandi quantitativi che, inevitabilmente, finiscono in mare. E quindi l’acqua, ancora lei, vita liquida gratuita, che rende possibili le nostre esistenze anche sotto forma di lavatrice del mondo.polvere al microscopio