Non mi è sempre possibile riversare un riassunto fotografico delle giornate americane per aggiornare il diario, benché negli States il wireless sia molto più diffuso che in Italia.
Oggi posso farlo, aggiungendo tutto lo stupore suscitato dalle verdissime praterie del Wisconsin, tagliate da freeway sulle quali è ancora possibile viaggiare in moto con il vento tra i capelli.
E’ fortissimo l’impatto emotivo alla vista delle sepolture di Frank, di Mamah, di Maginel, di Llewellyn, di David; è la presa di coscienza che quelle vite sono davvero esistite e che non è il semplice frutto della fantasia di qualcuno.
L’enorme albero che inclina la lapide di Mamah Borthwich Cheney è il migliore segno del tempo che è passato.
GF


