Colpa dell’insonnia, del cosiddetto “jet lag”, se ogni notte, alle 2,30 circa, dopo un profondo ma breve sonno di prima serata nel quale sembro crollare sfinito, mi ritrovo rapito da quello straordinario sceneggiato, ormai di vecchia data, “La piovra”, mandato in onda in queste notti da Rai 2.
Convivo da una settimana con la bellissima colonna sonora del grande Morricone nella testa, che fischietto e canticchio appena posso.
Io so che questa serie televisiva è andata in onda per la prima volta una ventina di anni fa ma, con una digitalizzazione della pellicola, potrebbe sembrare di più recente produzione.
Anche il coctail umano, composto più da ruoli che da uomini, le cosiddette poltrone, tanto ambite da tutti, sembra essere lo specchio di una realtà sempre attuale.
Un racconto coraggioso, dal punto di vista dell’audience, che privilegia la ostica descrizione del vortice che risucchia lentamente anche uomini integerrimi, nella natura e nelle intenzioni, in una spirale di immoralità e corruzione, anziché le classiche sparatorie e scene di azione.
Una cupola mafiosa, neanche tanto articolata, formata da scaltre e scarne figure, che gestisce grossi affari e manovalanze criminali, qualche persona di spicco politico a Roma, preferibilmente nei servizi segreti, le banche, l’editoria, e un imprenditore anzianotto chiamato “papi” dalla ragazzina amante di turno.
Qualche volta, in certe realtà dove il degrado socio-culturale raggiunge livelli da rivoluzione, molti ruoli possono essere occupati da un’unica persona, senza il rischio che una civile e moderna democrazia possa articolare norme che ne regolino il monopolistico conflitto di interessi.
E’ fin troppo facile, e neanche casuale, il riferimento a fatti e persone. Più difficile valutarne le conseguenze su tutta una moltitudine di arrivisti, emuli, finti moralisti che, magari, pensano persino di cambiare il mondo, solo perché non si trovano al centro di grandi manovre affaristiche.
Resistere è difficile. Difficilissimo. Probabilmente anch’io, che non possiedo nulla e non conto nulla, se ne avrò l’occasione, penserò a sistemare amici e parenti in microscopici e forse anche finti ruoli chiave, e contribuirò a riavviare e rivitalizzare il nucleo del malaffare. O forse no… ne accarezzo maledettamente l’idea.
GF