Finalmente, dopo veleni, TG demenziali, politica, pastette, veline, escort, terremotati, un po’ di sano relax e di sana tv-verità: signori.. Inter – Barcellona!
Non sono un accanito tifoso di calcio e neanche un esperto; diciamo che a stento riuscirei a sostenere una discussione da bar dello sport tenendo testa al CT che alberga, in mezzo alla folla, in ognuno di noi.
Ci sono, però, delle partite, come quelle della coppa dei campioni o dei mondiali, che mi piace seguire anche perché non credo siano pilotate da Moggi di turno.
Mi pregio (si fa per dire) pure di essere interista, anche se, ad onor del vero, le migliori partite di cui ho memoria la ho viste, ahimé, con il Milan di Sacchi. Tutte le altre, purtroppo, hanno dato ampio spettacolo sulla pratica del catenaccio; mai una squadra italiana, benché forte, ha mostrato tracce, sia pur labili, di personalità e mentalità vincente.
Tutto ciò premesso, eccomi davanti al televisore, “canottiera, mutandoni ascellari e rutto libero”.
L’Inter è una squadra abbastanza forte, non lo dico io ma i tre ultimi campionati vinti in Italia. Ebbene ieri Trapattoni ha schierato una splendida squadra difensivista ad oltranza con una variante che, sicuramente, vista la spiccata tendenza del nostro grande allenatore alla innovazione nel calcio moderno, sarà destinata a fare scuola nel mondo: La rinuncia al contropiede.
In effetti, se ci pensiamo bene, trovandosi in presenza di una squadra dichiaratamente più forte (e questo il Trap lo ha detto più volte nelle interviste pre-partita), una soluzione per non prendere gol è proprio quella di schierare tutti gli effettivi davanti alla porta.
Gli uomini in più in difesa, ed è questa la grande novità, sono rappresentati proprio dagli attaccanti, altrimenti destinati ad una inutile partita di attesa in avanti di palle che non arriveranno.
Sono entusiasta di quel gioco, di quella mentalità e di quel risultato, anche se non so in quanti potranno apprezzare queste sottigliezze, vere chicche da chi il calcio lo vede attraverso prospettive future che prescindono dal mero risultato.
Mi confortano le parole del nostro immenso allenatore. Nell’intervista rilasciata a fine partita, di fronte a giornalisti e commentatori inspiegabilmente imbarazzati a seguito di una prestazione solo apparentemente rinunciataria e catenacciara (c’é molta incompetenza in giro..), Lui, che insieme a me e forse pochi altri, tra questi l’allenatore avversario… che è un galantuomo.., ha visto un’altra partita, ha mostrato tutta la soddisfazione per una prestazione maiuscola!
Non mi resta che un appello, a favore di un uomo “avanti”, che vede tutto questo con largo anticipo rispetto a tutti gli altri: caro Presidente, non so quale partita lei abbia visto, ma faccia di Trapattoni il Sir Ferguson interista, sempre con noi!

GFtrapattoni