Riporto uno scritto del coordinamento dell’IDV di Modugno, al quale aggiungo un breve commento utile alla comprensione della vicenda.
Frequento le riunioni della sezione cittadina dell’Italia dei Valori da un anno. Conosco personalmente tutti i componenti del gruppo, alcuni dei quali sono miei amici di vecchia data, e posso garantire sulla correttezza, buona fede e voglia di cambiare le sorti in cui versa la politica locale, che ne anima l’azione politica.
Da oltre un anno, però, proprio quella azione politica è rimasta stagnante in conseguenza dell’accordo con la maggioranza, formata da PD e UDC, oltre alle sinistre, e la innaturale attesa della ormai tristemente famosa “visibilità” che ogni partito ricerca all’interno di una coalizione. Ma è un malvezzo, questo, che non si addice a un partito che nasce con la missione di spaccare la illogicità delle logiche politiche.
Per questo la dialettica interna, nel corso di questo anno, non si è mai placata sulla opportunità o meno di “sedere a quel tavolo”, dove occorreva condividere un progetto politico, se esistente, oltre alle “portate”.
La stagnazione politica risultante ha avuto i suoi riflessi peggiori su tutte quelle iniziative e denunce che IDV avrebbe dovuto fare sul territorio, per la gente e contro il malaffare politico.
Probabilmente adesso si riprenderà a correre veloci e liberi.

GF

LA CITTA’ CI SPUTERA’ ADDOSSO
“Scusate per il titolo che, per quanto metaforico, resta forte, ma non riusciamo a trovare altre espressioni per sintetizzare il pericolo a cui l’attuale classe politica modugnese va incontro. Sottolineamo quel “ci” con cui non intendiamo tirarci fuori dalla condivisione di responsabilità politica essendo stato, il nostro partito, un convinto sostenitore di Rana nel 2006: capiamo che in un’ottica di coalizione occorre saper fare “gioco di squadra” rischiando persino di snaturare la propria “mission” politica; con gli anni Italia dei Valori ha quindi messo da parte toni “inquisitori” ed “oltranzisti” per proporsi come forza critica ma responsabile, “sedendo al tavolo”. Il rischio, ripetiamo, era quello di perdere di vista linea e obiettivi propri di un partito che fa dell’etica politica il suo principio ispiratore, ma ritenevamo che ne valesse la pena, nella convinzione che i partiti, per quanto in crisi, rappresentino ancora lo strumento principale per lo svolgimento democratico della vita politico-amministrativa di una comunità.Tuttavia, le ultime vicende dell’amministrazione Rana ci hanno disgustato al punto da alzarci da quel tavolo e dire “non ci stiamo”: ci riferiamo innanzitutto alla continua richiesta, da parte dei partiti, di posti ove collocare i propri uomini (assessorati; deleghe; dirigenti; super dirigenti). L’ultimo provvedimento, quello della nomina del city manager, avvenuta in tutta fretta, previa modifica del regolamento dei servizi, è emblematica di questa condotta; lo è per tante ragioni: aspetto economico, inopportunità politica, tempistica, procedure adottate ma, soprattutto, inutilità: questa figura a Modugno è semplicemente inutile, in considerazione del fatto che il suo principale compito, sovrintendere e organizzare il lavoro dei dirigenti, potrebbe essere svolto tranquillamente dal il segretario generale, figura stabile dell’apparato amministrativo del comune, con notevole risparmio per le casse comunali. Il fatto che si sia proceduto con una scelta tanto impopolare (ed inopportuna) risponde unicamente a logiche di spartizioni partitiche, cioè al fatto che vi è un accordo, firmato oltre un anno fa da UDC e PD, nel quale si pianifica l’assegnazione di alcune alte cariche comunali tra cui Presidenza del Consiglio e Direttore Generale finite, peraltro, ai due candidati sindaci, acerrimi avversari di Rana in campagna elettorale.
E la città con i suoi bisogni? Dimenticata. Lasciata alla sua ventura; finchè il malcontento non si organizza e mostra il suo dissenso: sacrosanto, di fronte a quelle scelte; ne sono dimostrazione le contestazioni avvenute in occasione degli ultimi consigli comunali.Per quanto riguarda nello specifico il partito dell’ IDV, ci tiriamo fuori da questa spartizione e rinunciamo a qualsiasi ruolo che in questo momento assumerebbe il chiaro significato di un “contentino” dato ad una forza politica ritenuta scomoda dall’intera coalizione. Nè cadremo nel tranello di raccogliere la “polpetta avvelenata” che questa sleale coalizione ci sta porgendo al fine, forse, di farci apparire irresponsabili rispetto ai problemi finanziari che vive l’Ente ed in particolare alle rivendicazioni legittime dei dipendenti comunali. “miseria e nobiltà