Penso a Rudy, Raffaele e Amanda; e se qualcuno di loro fosse innocente?
E’ difficile mentire e sostenere a lungo una tesi sballata quando si è soli a mantenerla; in tre mi sembra molto improbabile mentire “ad libitum” senza incorrere in errori o contraddizioni.
In ogni caso i giudici li hanno giudicati colpevoli del delitti e ne avranno avuto le prove, cosa che, evidentemente, non è dato sapere alla pubblica opinione.
Degno di nota è il fatto che il governo degli Stati Uniti non abbia mai emesso alcun giudizio sull’andamento delle indagini e del processo o, in qualche modo, fatto ingerenze per pilotarne la sentenza.
Al contrario, il processo di garlasco si è chiuso, in primo grado, con una assoluzione. Alla pubblica opinione, in questo caso, sembravano schiaccianti le prove, o almeno gli indizi, offerte dal DNA sul pedale della bicicletta, i file pedopornografici sul computer di Stasi, l’assoluta improbabilità di chiunque altro sulla scena del delitto. Lui era l’unico indiziato e le probabilità di contraddizione erano inferiori.
Gli indizi sembravano affini a quelli che qualche tempo fa avevano permesso la condanna della mamma di Cogne. Almeno per quanto riportato da giornali e trasmissioni e dato in pasto alla nazione.
Dunque sentenze opposte, opinioni differenti, ma nessuno degli imputati ha avuto la possibilità di modificare Leggi o articoli. Nessuno ha avuto la possibilità di non presentarsi in aula per farsi giudicare e nessuno ha invocato immunità di alcun genere. L’opinione pubblica e i giornali hanno accettato serenamente entrambe le sentenze. Insomma, la giustizia ha compiuto il suo corso senza spaccare il paese a metà e soprattutto senza intralciare il compito istituzionale di un governo eletto dai cittadini per fare le leggi per il popolo, per le imprese, per gli operai, per l’economia e magari per un migliore funzionamento della giustizia.
Buona Natale. A tutti, indistintamente.
GF
E SE VENDOLA FOSSE L’UOMO GIUSTO PER… L’ITALIA?
Nella lunga e dolorosa disputa in corso per la scelta del candidato Presidente alle prossime elezioni regionali della Puglia, vorrei dire modestamente la mia opinione, da semplice cittadino che cinque anni fa ha prima votato Nichi Vendola alle elezioni Primarie e quindi alle elezioni Regionali. Ancora oggi sono convinto che il politico Vendola sia non solo una risorsa per lo schieramento di centro sinistra ma per l’Italia: azzarderò che per me è il politico italiano che per cultura, coraggio, impegno e storia personale, somigli di più al presidente americano Barak Obama. Detto questo credo però che abbia commesso qualche errore tattico nella gestione della sua ricandidatura, a cominciare dal voler continuare ad essere il leader politico di una frangia di sinistra nata dall’ennesima scissione del partito di Rifondazione Comunista e precisamente di quella uscita perdente dall’ultimo congresso: al contrario, questo partito (che secondo me è stato fondamentale per la crescita della cultura democratica italiana) aveva bisogno di mettere insieme tutte le componenti e non viceversa. Il consenso di Vendola, tra i cittadini, è alto, lo è stato ancora di più cinque anni fa allorquando è riuscito a porsi non come l’uomo del partito ma come quello del cambiamento, del sogno possibile, saltando gli steccati dell’appartenenza stretta. In questo senso mi sarei aspettato una maggiore autonomia virtuosa nella scelta della squadra di governo rispondendo più alle aspettative dei cittadini pugliesi che ai partiti di coalizione. Si sarebbero evitati, forse, alcuni scandali che, certo, rispetto a quelli del centro destra sono poca cosa ma, si sa, in Italia l’etica politica viaggia a due velocità: basti ricordare che il solo rischio di un avviso di garanzia al Presidente Vendola ha messo in subbuglio l’intero centro sinistra mentre l’avviso di garanzia pervenuto al Governatore della Lombardia, Formigoni, è stato sbandierato dal diretto interessato quasi come una conquista. Sappiamo però che il popolo del centro sinistra è più severo con i propri rappresentanti e occorre fare di tutto per non deluderlo. E questo popolo chiede più unità e meno narcisismo: Vendola, autocandidandosi a guidare nuovamente la Regione, ha compiuto una fuga in avanti certo legittimata dallo status di Governatore uscente, ma che ha avuto l’effetto dirompente in termini di divisioni più che di compattamento; l’ipotesi di due candidati del centro sinistra sarebbe l’ennesima performance “tafazziana “ di cui proprio non si sente il bisogno in un’Italia purtroppo governata da un uomo più che da una classe politica. Se il buon senso dovesse prevalere, Vendola, da una parte, dovrebbe prendere atto che oggi la coalizione è più unita senza di lui e il centro sinistra, dall’altra, dovrebbe iniziare a pensare che forse l’affannosa ricerca di un candidato premier in grado di riconquistare il governo del Paese, non è così impossibile.
pino tedeschi