Penso a Rudy, Raffaele e Amanda; e se qualcuno di loro fosse innocente?
E’ difficile mentire e sostenere a lungo una tesi sballata quando si è soli a mantenerla; in tre mi sembra molto improbabile mentire “ad libitum” senza incorrere in errori o contraddizioni.
In ogni caso i giudici li hanno giudicati colpevoli del delitti e ne avranno avuto le prove, cosa che, evidentemente, non è dato sapere alla pubblica opinione.
Degno di nota è il fatto che il governo degli Stati Uniti non abbia mai emesso alcun giudizio sull’andamento delle indagini e del processo o, in qualche modo, fatto ingerenze per pilotarne la sentenza.
Al contrario, il processo di garlasco si è chiuso, in primo grado, con una assoluzione. Alla pubblica opinione, in questo caso, sembravano schiaccianti le prove, o almeno gli indizi, offerte dal DNA sul pedale della bicicletta, i file pedopornografici sul computer di Stasi, l’assoluta improbabilità di chiunque altro sulla scena del delitto. Lui era l’unico indiziato e le probabilità di contraddizione erano inferiori.
Gli indizi sembravano affini a quelli che qualche tempo fa avevano permesso la condanna della mamma di Cogne. Almeno per quanto riportato da giornali e trasmissioni e dato in pasto alla nazione.
Dunque sentenze opposte, opinioni differenti, ma nessuno degli imputati ha avuto la possibilità di modificare Leggi o articoli. Nessuno ha avuto la possibilità di non presentarsi in aula per farsi giudicare e nessuno ha invocato immunità di alcun genere. L’opinione pubblica e i giornali hanno accettato serenamente entrambe le sentenze. Insomma, la giustizia ha compiuto il suo corso senza spaccare il paese a metà e soprattutto senza intralciare il compito istituzionale di un governo eletto dai cittadini per fare le leggi per il popolo, per le imprese, per gli operai, per l’economia e magari per un migliore funzionamento della giustizia.

Buona Natale. A tutti, indistintamente.

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