Sandro Raffone mi segnala gli esiti della ricerca di un gruppo di scienziati europei pubblicata su Science.
Sono convintissimo che il rapporto “Aureo”, anticamente applicato in architettura per il dimensionamento delle parti, sia la trasposizione matematica e geometrica di un comportamento naturale.
L’ipotesi platonica secondo la quale tutto, dal micro al macro, è governato dalla geometria, “serve per avvicinare l’uomo a Dio”, diceva, trova finalmente un adeguato riscontro scientifico.
Anche Pitagora starà gongolando nella tomba!
GF
Su “Science”
Il rapporto aureo governa la “musica” quantistica
Per la prima volta è stata messa in evidenza una simmetria nascosta che governa il comportamento alle nanoscale della materia allo stato solido.
Una simmetria nascosta governa il comportamento alle nanoscale della materia allo stato solido. A metterlo in evidenza, lavorando in prossimità dello zero assoluto, è stato un gruppo di ricerca internazionale dell’Helmholtz-Zentrum Berlin per i materiali e l’energia, dell’Università di Oxford, dell’Università di Bristol e del Rutherford Appleton Laboratory, che ne parlano in un articolo pubblicato su “Science”.
Per studiare le singolari proprietà che si manifestano alla scala atomica, i ricercatori si sono concentrati su un particolare materiale magnetico, il niobato di cobalto, nel quale gli atomi formano una sorta di catena che si comporta come una sbarretta magnetica dello spessore di un solo atomo.
Applicando un campo magnetico opportuno agli spin allineati la catena magnetica passa in un particolare stato critico quantistico: “Il sistema raggiunge un’incertezza quantistica, uno stato di sovrapposizione, come quello del gatto di Schrödinger. Ed è proprio questo che abbiamo fatto nel nostro esperimento, portando il sistema in uno stato critico quantistico”, ha detto Alan Tennant, uno degli autori dello studio.
Regolando attentamente il sistema e introducendo artificialmente ulteriore incertezza quantistica, i ricercatori hanno osservato che la catena di atomi si comporta come una corda di chitarra: “Qui la tensione deriva dall’interazione fra spin che li porta a risuonare magneticamente. In queste interazioni abbiamo trovato una scala di note risonanti. Le prime due note mostrano una relazione perfetta fra loro: le loro frequenze sono in rapporto 1,618…, che è il rapporto aureo ben noto in arte e architettura”, spiega Radu Coldea, primo firmatario dell’articolo, che si dice convinto che questa non sia una coincidenza. “Riflette una proprietà di bellezza del sistema quantistico, una simmetria nascosta. Quella, molto speciale che i matematici chiamano E8, di cui questa è la prima osservazione in un materiale.” E8 è un particolare ente matematico, in particolare un gruppo di Lie, che descrive le simmetrie di un oggetto matematico a 57 dimensioni.
Gli stati di risonanza rilevati nel niobato di cobalto – osservano i ricercatori – sono una chiara illustrazione di come teorie matematiche sviluppate per la fisica delle particelle possono trovare applicazione nell’ambito della fisica alle nanoscale e nella futura tecnologia.
“Queste scoperte ci portano a speculare che il mondo quantistico e quello a scala atomica possano avere un loro ordine nascosto. Sorprese analoghe possono aspettare i ricercatori per altri materiali che siano in uno stato quantistico critico”, ha concluso Tennant. (gg)

Non è che abbia capito molto, o meglio non ne son certa. Sarebbe, Prof, che la fisica giustifica la risonanza? Ma gli intervalli di risonanza, sono già divisi grazie alla sovrapposizione dell’aria e originati dal frazionamento della corda vibrante in parti perfette o imperfette (intervalli perfetti/imperfetti; armonici/dissonanti; che poi a dirla tutta, a me piacciono piu’ alcune dissonanze sebbene non fruitrici di un certo “ordine” Bello) tra le parti. Ho idea, comunque che in Architettura ci si sia un po’ fermati. La scienza avanza, stavolta col niobato, ma tra 3 mesi potrebbe essere l’intero ventaglio quantico/comportamentale; la Musica manco a parlarne, si sperimenta fino all’ultimo, anche troppo, secondo me; mentre in Architettura che/chi è rimasto?
Non è che abbia capito molto, o meglio non ne son certa. Sarebbe, Prof, che la fisica giustifica la risonanza? Ma gli intervalli di risonanza, sono già divisi grazie alla sovrapposizione dell’aria e originati dal frazionamento della corda vibrante in parti perfette o imperfette (intervalli perfetti/imperfetti; armonici/dissonanti; che poi a dirla tutta, a me piacciono piu’ alcune dissonanze sebbene non fruitrici di un certo “ordine” Bello) tra le parti. Ho idea, comunque che in Architettura ci si sia un po’ fermati. La scienza avanza, stavolta col niobato, ma tra 3 mesi potrebbe essere l’intero ventaglio quantico/comportamentale; la Musica manco a parlarne, si sperimenta fino all’ultimo, anche troppo, secondo me; mentre in Architettura che/chi è rimasto?
Sarebbe che la suddivisione armonica del segmento/corda in intervalli, non è un artificio ma una disposizione naturale delle cose scoperta intuitivamente e realizzata attraverso la matematica, oggi dimostrata, almeno stando a quanto afferma l’articolo di Science, attraverso al fisica.
In poche parole, artificio a imitazione della natura e natura coincidono.
Resta da capire come ci si era arrivati senza l’apporto di sofisticate apparecchiature!
Pitagora intuì che la disposizione dei corpi celesti nell’universo, che battezzò Kosmos (Ordine), non era casuale ma corrispondente alla stessa legge che governa le consonanze musicali.
In quel caso, alla luce dell’esperienza dell’odierna esperienza del gruppo di ricerca, l’applicazione di un campo magnetico (Big Bang?) ha generato risposte ordinate e non casuali e tali risposte ordinate sono riconducibili a una legge proporzionale precisa nella piccola scala come nella grande scala.
Molti anni fa, per fare un esempio concreto, ebbi modo di studiare un esperimento condotto da alcuni studiosi (di cui non ricordo il nome), basato sul comportamento di una certa quantità di polvere di ferro che, poggiata su una tavola armonica grezza di un violino (lato concavo), a seconda della vibrazione applicata a diverse frequenze (la vibrazione è l’evento più comune che sostituisce il campo magnetico), assumeva determinate e ordinate disposizioni. In questo modò si stabilirono i comportamenti “quantistici” della tavola e conseguentemente della polvere di ferro, sulle frequenze corrispondenti alle note musicali.
Allo stesso risultato, teoricamente, si potrebbe arrivare disponendo manualmente i granelli di polvere attraverso il calcolo matematico.
La musica è l’unica disciplina dove al comportamento e qualità della materia corrisponde un grado di qualità del risultato atteso; uno strumento musicale non è una “bella scultura” ma un generatore di suoni armonici che rispondono ai diversi “campi magnetici” applicati. E’ per questo che la ricerca non si fermerà mai.
Il funzionamento di una architettura, e il conseguente giudizio, si basa, ormai, su altri parametri, è per questo che l’impalcato proporzionale è divenuto, nel tempo, un opzional costoso, inutile e pure invisibile. Accadrebbe la stessa cosa nella musica se musicisti e audiofili smettessero di eseguire e di ascoltare: sarebbe demandata solo alla fantasia del liutaio la realizzazione dello strumento in ferro, in cemento o in titanio, nelle forme più bizzarre e contorte e, soprattutto, potrebbe farlo chiunque.
Ti ricorda, in qualche modo, la storia del maestro sellaio di Loos?
GF
Sarebbe che la suddivisione armonica del segmento/corda in intervalli, non è un artificio ma una disposizione naturale delle cose scoperta intuitivamente e realizzata attraverso la matematica, oggi dimostrata, almeno stando a quanto afferma l’articolo di Science, attraverso al fisica.
In poche parole, artificio a imitazione della natura e natura coincidono.
Resta da capire come ci si era arrivati senza l’apporto di sofisticate apparecchiature!
Pitagora intuì che la disposizione dei corpi celesti nell’universo, che battezzò Kosmos (Ordine), non era casuale ma corrispondente alla stessa legge che governa le consonanze musicali.
In quel caso, alla luce dell’esperienza dell’odierna esperienza del gruppo di ricerca, l’applicazione di un campo magnetico (Big Bang?) ha generato risposte ordinate e non casuali e tali risposte ordinate sono riconducibili a una legge proporzionale precisa nella piccola scala come nella grande scala.
Molti anni fa, per fare un esempio concreto, ebbi modo di studiare un esperimento condotto da alcuni studiosi (di cui non ricordo il nome), basato sul comportamento di una certa quantità di polvere di ferro che, poggiata su una tavola armonica grezza di un violino (lato concavo), a seconda della vibrazione applicata a diverse frequenze (la vibrazione è l’evento più comune che sostituisce il campo magnetico), assumeva determinate e ordinate disposizioni. In questo modò si stabilirono i comportamenti “quantistici” della tavola e conseguentemente della polvere di ferro, sulle frequenze corrispondenti alle note musicali.
Allo stesso risultato, teoricamente, si potrebbe arrivare disponendo manualmente i granelli di polvere attraverso il calcolo matematico.
La musica è l’unica disciplina dove al comportamento e qualità della materia corrisponde un grado di qualità del risultato atteso; uno strumento musicale non è una “bella scultura” ma un generatore di suoni armonici che rispondono ai diversi “campi magnetici” applicati. E’ per questo che la ricerca non si fermerà mai.
Il funzionamento di una architettura, e il conseguente giudizio, si basa, ormai, su altri parametri, è per questo che l’impalcato proporzionale è divenuto, nel tempo, un opzional costoso, inutile e pure invisibile. Accadrebbe la stessa cosa nella musica se musicisti e audiofili smettessero di eseguire e di ascoltare: sarebbe demandata solo alla fantasia del liutaio la realizzazione dello strumento in ferro, in cemento o in titanio, nelle forme più bizzarre e contorte e, soprattutto, potrebbe farlo chiunque.
Ti ricorda, in qualche modo, la storia del maestro sellaio di Loos?
GF