Non so se Nichi sia l’uomo giusto per l’Italia (devo dire che anch’io accarezzo l’idea) ma, per il momento, per la Puglia lo è sicuramente.
Il piccolo laboratorio d’Italia, come è stata definita la nostra Regione in quest’ultimo periodo, sta funzionando a dovere, almeno per chi pensa che uscire dalle logiche perverse dei partiti sia la sola speranza di salvezza per una classe politica ormai allo sbando.
Certo, ragionando con la testa di chi pensa che senza Vendola la sinistra sarebbe stata più unita e avrebbe potuto battere sicuramente Berlusconi, le cose sono andate malissimo; ancora una volta la solita sinistra litigiosa e sfrangiata che si presenterà divisa alle elezioni di marzo candidandosi alla ennesima batosta.
Penso, invece, che, questa volta, ci sia in ballo qualcosa di diverso e di più importante. Una coalizione che si tiene insieme al grido di “vogliamoci bene per vincere” non può andare da nessuna parte e si dividerebbe in prima battuta sulle “spartizioni”, lasciando libero spazio alla vera natura opportunistica e predatoria degli uomini che la compongono. E’ già successo con vari governi nazionali e si ripeterebbe. Ma loro non è che non lo capiscono, loro vogliono proprio questo! E’ per questa ragione che vanno combattuti con tutte le forze e le intelligenze disponibili.
E’ arrivato il momento di modificare profondamente quelle logiche se vogliamo cambiare la natura di qualunque schieramento vada a governare la Regione, un Comune o lo Stato.
Se passa il messaggio che è il popolo, che ha saputo giudicare cinque anni di governo, e non una ristretta lobby di autoeletti, a decidere chi deve rappresentarlo, è fatta. Anche lo schieramento opposto, prima o poi, sarà costretto a svincolarsi dalla egemonia del proprio padrone e passare dalla oligarchia alla democrazia.
Ancora una volta è risultato chiaro agli occhi di tutti che il Partito Democratico non è ancora strutturato per cambiare le cose, perdendo un’altra occasione, l’ennesima, per proporsi come partito di vera innovazione democratica.
Una sberla del genere lascerebbe quantomeno imbarazzato chiunque; loro, lui, invece, il giorno dopo, prende la Presidenza del Copasir, sostituendo Francesco Rutelli, dimessosi in seguito alla sua uscita dal PD; come dire: quel posto spetta al Partito Democratico nell’elenco delle spartizioni e ce lo teniamo stretto.
Poveri loro che, in gergo aeronautico sono in “caduta libera” e forse addirittura in “avvitamento” e non hanno occhi per vedere e orecchie per ascoltare la gente del domani che va da tutt’altra parte.

GF184204021-b682e416-b7ae-4671-9bd3-105bdb0c4023