Vorrei riportare sul mio diario pubblico alcune foto e alcuni pensieri di questo meraviglioso secondo viaggio per le architetture americane.
Forse solo qualche immagine, per il momento, data la stanchezza.
Della prima tappa, Chicago e l’Illinois, vorrei iniziare ad appuntare la perfezione della Heurtley house, la sorpresa compositiva di una casa sconosciuta di Wright tutta in legno, la commozione della casa di Edwin e Mamah Cheney, la razionalità di Mies Va Der Rohe.
GF




