Come primo argomento di discussione propongo una lettera inviata ai miei studenti durante le agitazioni universitarie che non sono mai cessate (ma siccome i media non se ne occupano non esistono).
Cari ragazzi,
vi scrivo per dirvi qualcosa relativa a queste giornate difficili che l’Università italiana, e la scuola in generale, sta attraversando.
Data l’età, forse non potete immaginare che la nostra istituzione versa in uno stato certamente non ottimale per favorire la migliore trasmissione del sapere e la formazione dei futuri professionisti.
Questo enorme pentolone di cui di tanto in tanto si scopre il coperchio, lasciando intravedere il contenuto, è sotto gli occhi di tutti. I giornali e le televisioni, quando possono, ci raccontano di come avvengono le nomine dei professori, ci parlano di sedi universitarie occupate da “clan” familiari, e dei cosiddetti “baroni” che generano, tra i propri seguaci, amici e parenti, baronetti e baroncini.
Che la situazione sia grave, dunque, e che chi ci governa debba necessariamente occuparsene, mi sembra sacrosanto. Ciò che mi sembra assurdo è farlo in maniera cieca, sorda e soprattutto incompetente. Si badi bene, le mie sono valutazioni apartitiche e apolitiche. La sinistra non ha modificato e non modificherà mai l’equilibrio formatosi dopo un cinquantennio di gestione del potere accademico, tradotto sul campo da generazioni di docenti cosiddetti di sinistra, costituendo uno dei gangli forti della nazione sotto il suo diretto controllo.
La destra, vogliosa di irrompere e scassare i luoghi del potere sinistrorso, formata da persone senza particolari qualità e sotto il totale controllo di un unico uomo, si muove come un elefante in un negozio di porcellane. Soffoca la preda togliendone l’aria per darla in pasto alla prossima lobby che può essere una banca o un gruppo di imprenditori che magari ne venderà il patrimonio immobiliare svuotandola da dentro e arricchendosi all’inverosimile, come è già accaduto per altre grandi istituzioni italiane.
Come per tutte le cose, quindi, le riforme andrebbero fatte con competenza ed imparzialità, sottraendo, si, lo spreco e lo sperpero, per dare ossigeno ed energie ad una struttura che deve restare pubblica ed aperta a tutti. Per far crescere bene un albero non gli si toglie la linfa, ma lo si pota nelle sue parti non vitali lasciando i rami più sani e forti.
Per queste ragioni e per non restare immobili di fronte al mancato uso dell’intelligenza, o almeno del buon senso, ciascuno di noi deve reagire, nella totale libertà ed autonomia intellettuale e combattere con le sole armi a disposizione che sono quelle della protesta civile, pacifica, ma forte, decisa e convinta.
Domani, visto lo sciopero, non potremo vederci per la lezione pomeridiana ma, come ho detto in aula, lo scorso lunedì, non sprechiamo inutilmente la giornata ma attuiamo quelle forme di protesta civile che ognuno di noi troverà più opportune.
Lunedì, invece, ci vedremo regolarmente per la lezione o, in caso di ulteriori agitazioni e/o occupazioni, per discutere come, dove e quando proseguire pacificamente e proficuamente l’eventuale protesta e lezioni del corso perché alla fine non resti anche la beffa di un semestre da recuperare.
GF
complimenti
Grazie Carlo!
Un saluto
complimenti
Grazie Carlo!
Un saluto
Bellissimo il sito, Hugh!!!
Anche la foto con camicia nera SENZA maglietta :-)))
e..non vedo l’ora che il tuo libro sia pubblicato, perchè mi incuriosisce tantissimo.
Sappi che è la prima volta che partecipo ad un blog (che vuoi da ma, sono una antichista io!) ed ora voglio proprio vedere se sarò capace di inviarti questa cosa 🙂
Ciao!
Solo perché era estate!
Anch’io sono abbastanza all’antica e non so neanche se riuscirò a ben sostenere tutto ciò. Tu mi dirai: ma tutto ciò cosa? E io ti dirò: non lo so bene, so solo che vorrei accendere un dibattito dialettico che abbia qualcosa a che fare con la cultura, con le coscienze, con le teste che pensano in maniera autonoma (perché credo ce ne siano in giro molto ben nascoste), con la critica.
Una nicchia di persone che possano pensare oltre quello che ormai quotidianamente ci propone il dibattito di massa che prevalentemente ci costringe a occuparci di Berlusconi, di Schifani, di Cicchitto, di Gasparri, di D’Alema (non casualmente inserito in questo gruppetto), di Alfano, tutta gente che non avrebbe dovuto occupare neanche un minuto del nostro tempo ma che, invece, decide addirittura per noi.
Non lo so se ci riuscirò. Per il momento ho invitato a partecipare al blog un gruppo di amici (considerevole) vario e diversamente colorato, poi vedremo cosa combineremo.
Ti aspetto ancora e grazie per la partecipazione.
..vedi? Esce carlo.. non riesco neanche a far apparire il mio nome sulle risposte ai commenti!
Bellissimo il sito, Hugh!!!
Anche la foto con camicia nera SENZA maglietta :-)))
e..non vedo l’ora che il tuo libro sia pubblicato, perchè mi incuriosisce tantissimo.
Sappi che è la prima volta che partecipo ad un blog (che vuoi da ma, sono una antichista io!) ed ora voglio proprio vedere se sarò capace di inviarti questa cosa 🙂
Ciao!
Solo perché era estate!
Anch’io sono abbastanza all’antica e non so neanche se riuscirò a ben sostenere tutto ciò. Tu mi dirai: ma tutto ciò cosa? E io ti dirò: non lo so bene, so solo che vorrei accendere un dibattito dialettico che abbia qualcosa a che fare con la cultura, con le coscienze, con le teste che pensano in maniera autonoma (perché credo ce ne siano in giro molto ben nascoste), con la critica.
Una nicchia di persone che possano pensare oltre quello che ormai quotidianamente ci propone il dibattito di massa che prevalentemente ci costringe a occuparci di Berlusconi, di Schifani, di Cicchitto, di Gasparri, di D’Alema (non casualmente inserito in questo gruppetto), di Alfano, tutta gente che non avrebbe dovuto occupare neanche un minuto del nostro tempo ma che, invece, decide addirittura per noi.
Non lo so se ci riuscirò. Per il momento ho invitato a partecipare al blog un gruppo di amici (considerevole) vario e diversamente colorato, poi vedremo cosa combineremo.
Ti aspetto ancora e grazie per la partecipazione.
..vedi? Esce carlo.. non riesco neanche a far apparire il mio nome sulle risposte ai commenti!
Da 1 a 10 per il sito voto 9. Da 1 a 10 per la faccia voto 0.
Bah, dici così solo perché nessuno può vedere la tua!
Comunque, compare Loiacono, preparati a pensieri e commenti più profondi e intelligenti!
Un saluto e grazie per la partecipazione.
Da 1 a 10 per il sito voto 9. Da 1 a 10 per la faccia voto 0.
Bah, dici così solo perché nessuno può vedere la tua!
Comunque, compare Loiacono, preparati a pensieri e commenti più profondi e intelligenti!
Un saluto e grazie per la partecipazione.
…. e vai Che Guevara del tavoliere. Mi piacciono i tuoi propositi, e non ti preoccupare se qualcuno critica la tua faccia (tutti i torti però non ha, e che cacchio neanche usare un poco di Photoshop).
Visto che ultimamente ci vediamo poco forse questo potrebbe essere il posto per discutere di cose serie (anche perchè quando ci vediamo cazzaggiamo e basta).
Ho delle idee su un nuovo modo di intendere la Società in cui viviamo e le azioni per potrebbero cambiarla, che si basano su alcune considerazioni che mi piacerebbe condividere e sviluppare. In effetti stavo pensando di scriverle, di pubblicarle ma data la mia pigrizia sta passando del tempo e non vorrei abbandonare l’idea.
Se nei prossimi interventi vedo un barlume di interesse allora comincio a sparare le mie idee, senno comincio a sparare e basta.
Buon anno. Il prossimo sarà l’anno del Nuovo Mondo .
…. e vai Che Guevara del tavoliere. Mi piacciono i tuoi propositi, e non ti preoccupare se qualcuno critica la tua faccia (tutti i torti però non ha, e che cacchio neanche usare un poco di Photoshop).
Visto che ultimamente ci vediamo poco forse questo potrebbe essere il posto per discutere di cose serie (anche perchè quando ci vediamo cazzaggiamo e basta).
Ho delle idee su un nuovo modo di intendere la Società in cui viviamo e le azioni per potrebbero cambiarla, che si basano su alcune considerazioni che mi piacerebbe condividere e sviluppare. In effetti stavo pensando di scriverle, di pubblicarle ma data la mia pigrizia sta passando del tempo e non vorrei abbandonare l’idea.
Se nei prossimi interventi vedo un barlume di interesse allora comincio a sparare le mie idee, senno comincio a sparare e basta.
Buon anno. Il prossimo sarà l’anno del Nuovo Mondo .
L’argomento scelto mi sta molto a cuore…il guaio è che ho smesso di credere alle reali possibilità di questa protesta sotterranea che esiste davvero, cui continuo a partecipare…ma che non ha veri strumenti per costringere le alte sfere a prendere decisioni condivise ed equanimi.
Ho partecipato alle assemblee di protesta che si sono tenute nella facoltà di lettere di Bari e, oltre me, c’erano due ricercatrici e un paio di professori, gli altri partecipanti erano SOLO STUDENTI. In numero sempre più esiguo.
Avevamo addirittura pensato di domandare ufficialmente il blocco dell’inaugurazione dell’anno accademico, stavamo raccolgiendo firme…ma poi tutto è sfumato. Perchè? Perchè non si può lottare contro i mulini a vento. Perchè i professori cercano di mantenere lo status quo ante, senza preoccuparsi davvero di lasciare a noi giovani sfigati un sistema vivibile. Questa è la verità. Qualunque riforma va loro bene, purchè le loro posizioni siano solide.
Il governo deve recuperare da qualche parte denaro pubblico, quindi taglia dove può. Con la crisi finanaziaria in atto, è ovvio che tutti debbano fare economia…il carrozzone universitario appare uno degli obbiettivi più semplici da colpire: alla gente comune i professori stanno antipatici, il sistema è sentito come corrotto, dominato dalle baronie che si scambiano favori…bene, colpiamo! E la scuola, ovviammente,non può che farne ugualmente le spese, perchè chiunque non sopporta questi professori che hanno un cotratto di sole diciotto ore settimanali e hanno tanti mesi di vacanza tra agosto, natale, pasqua e tutto il resto…colpiamo! Sopprattutto quegli inutili precari che sono dei fannulloni e che dovrebebro trovarsi un lavoro invece che pretendere che lo stato li sistemi…
La mia vita sacrificata per lo studio urla vendetta quando ascolto queste cose, ma sono ciò che la gente comune PENSA. Nessuno ci difende, perchè non siamo nè i metalmeccanici, nè alitalia che serve perchè fa bene avere una compagnia di bandiera che ci piace tanto, non fa niente che si trattava di un cumulo di privilegi, ma poveri piloti e personale di volo e di terra (…soprattutto loro, sempre GENTILI quando ti strappano il biglietto al cancello d’imbarco), loro sì che lavorano e servono…
Nessuno sa che il docente di scuola lavora come un mulo al di fuori delle 18 ore in cui è in classe. Cioè, nessuno sa che il lavoro del docente non consiste soltanto nello stare in classe. Ma è più comodo così. Riformiamo poi il sistema scolastico perchè dobbiamo favorire le imprese (…?????) Cioè, formiamo non dei cittadini consapevoli, ma delle macchine produttive che si inseriscano nella catena di montaggio del sistema paese…Sì, bene, bravi, avete ragione…La scuola deve preparare al mondo del lavoro…soltanto? Educare è un concetto un po’ più ampio, ma Maria Stella non sa che cosa sia l’educazione: cosa si può pretendere da una che fa il politico in Forza Italia da quando aveva circa vent’anni e che si è pure presa il titolo di avvocato con una truffa autorizzata andando a sostenere l’esame a Catanzaro “perchè lo facevano tutti”?…tanto piacere, caro ministro, io sto qui a chiedermi se andrò a fare i cartoni nonostante il mio curriculum, perchè non mi piego al “così fan tutte”…ma Mozart è sempre Mozart, si sa…
E l’università libera, indipendente, riformata per davvero secondo sistemi meno ridicoli di quelli proposti (perchè i rettori ed il ministro hanno trovato già accordi, ecco perchè tutto tace)…preserverebbe il SAPERE, che non è solo tecnologia, ma anche altro…perchè nessuna impresa mai avrà interesse a finanziare le mie ricerche sui rapporti fra la Grecia antica e l’impero persiano achemenide…peccato che, poi, esca il film 300 e tutti si mettano a discutere sull’opportunità di rappresentare i Persiani secondo stilemi che non vanno bene per i nostri difficili raporti con il mondo islamico…ma che ca…..o c’entra l’islam con gli Achemenidi? Nulla, ma lo sappiamo solo noi inutili, improduttivi, sterili studiosi del mondo antico.
MI fermo qui, perchè ho scritto anche troppo.
Ciao! E buon anno!
L’argomento scelto mi sta molto a cuore…il guaio è che ho smesso di credere alle reali possibilità di questa protesta sotterranea che esiste davvero, cui continuo a partecipare…ma che non ha veri strumenti per costringere le alte sfere a prendere decisioni condivise ed equanimi.
Ho partecipato alle assemblee di protesta che si sono tenute nella facoltà di lettere di Bari e, oltre me, c’erano due ricercatrici e un paio di professori, gli altri partecipanti erano SOLO STUDENTI. In numero sempre più esiguo.
Avevamo addirittura pensato di domandare ufficialmente il blocco dell’inaugurazione dell’anno accademico, stavamo raccolgiendo firme…ma poi tutto è sfumato. Perchè? Perchè non si può lottare contro i mulini a vento. Perchè i professori cercano di mantenere lo status quo ante, senza preoccuparsi davvero di lasciare a noi giovani sfigati un sistema vivibile. Questa è la verità. Qualunque riforma va loro bene, purchè le loro posizioni siano solide.
Il governo deve recuperare da qualche parte denaro pubblico, quindi taglia dove può. Con la crisi finanaziaria in atto, è ovvio che tutti debbano fare economia…il carrozzone universitario appare uno degli obbiettivi più semplici da colpire: alla gente comune i professori stanno antipatici, il sistema è sentito come corrotto, dominato dalle baronie che si scambiano favori…bene, colpiamo! E la scuola, ovviammente,non può che farne ugualmente le spese, perchè chiunque non sopporta questi professori che hanno un cotratto di sole diciotto ore settimanali e hanno tanti mesi di vacanza tra agosto, natale, pasqua e tutto il resto…colpiamo! Sopprattutto quegli inutili precari che sono dei fannulloni e che dovrebebro trovarsi un lavoro invece che pretendere che lo stato li sistemi…
La mia vita sacrificata per lo studio urla vendetta quando ascolto queste cose, ma sono ciò che la gente comune PENSA. Nessuno ci difende, perchè non siamo nè i metalmeccanici, nè alitalia che serve perchè fa bene avere una compagnia di bandiera che ci piace tanto, non fa niente che si trattava di un cumulo di privilegi, ma poveri piloti e personale di volo e di terra (…soprattutto loro, sempre GENTILI quando ti strappano il biglietto al cancello d’imbarco), loro sì che lavorano e servono…
Nessuno sa che il docente di scuola lavora come un mulo al di fuori delle 18 ore in cui è in classe. Cioè, nessuno sa che il lavoro del docente non consiste soltanto nello stare in classe. Ma è più comodo così. Riformiamo poi il sistema scolastico perchè dobbiamo favorire le imprese (…?????) Cioè, formiamo non dei cittadini consapevoli, ma delle macchine produttive che si inseriscano nella catena di montaggio del sistema paese…Sì, bene, bravi, avete ragione…La scuola deve preparare al mondo del lavoro…soltanto? Educare è un concetto un po’ più ampio, ma Maria Stella non sa che cosa sia l’educazione: cosa si può pretendere da una che fa il politico in Forza Italia da quando aveva circa vent’anni e che si è pure presa il titolo di avvocato con una truffa autorizzata andando a sostenere l’esame a Catanzaro “perchè lo facevano tutti”?…tanto piacere, caro ministro, io sto qui a chiedermi se andrò a fare i cartoni nonostante il mio curriculum, perchè non mi piego al “così fan tutte”…ma Mozart è sempre Mozart, si sa…
E l’università libera, indipendente, riformata per davvero secondo sistemi meno ridicoli di quelli proposti (perchè i rettori ed il ministro hanno trovato già accordi, ecco perchè tutto tace)…preserverebbe il SAPERE, che non è solo tecnologia, ma anche altro…perchè nessuna impresa mai avrà interesse a finanziare le mie ricerche sui rapporti fra la Grecia antica e l’impero persiano achemenide…peccato che, poi, esca il film 300 e tutti si mettano a discutere sull’opportunità di rappresentare i Persiani secondo stilemi che non vanno bene per i nostri difficili raporti con il mondo islamico…ma che ca…..o c’entra l’islam con gli Achemenidi? Nulla, ma lo sappiamo solo noi inutili, improduttivi, sterili studiosi del mondo antico.
MI fermo qui, perchè ho scritto anche troppo.
Ciao! E buon anno!
p.s….nella foga ho lasciato una quantità incredibile di errori di digitazione…sempre perchè io e la tecnologia abbiamo un rapporto di odio e amore 🙂
p.s….nella foga ho lasciato una quantità incredibile di errori di digitazione…sempre perchè io e la tecnologia abbiamo un rapporto di odio e amore 🙂
Ciao!
Ho atteso che qualcun altro intervenisse in questo dibattito su blog, per evitare che diventi una specie di dialogo fra me e te, però ora ho accumulato un pochino di cose da dire..quindi procedo, prima di essere costretta a scrivere un romanzo…
La prima considerazione è solo di carattere tecnico: ma si può fare qualcosa per evitare di scrivere in grigio su sfondo grigio???? Mi sto cecando gli occhi e non vedo bene quello che scrivo, quindi declino ogni responsabilità su errori di digitazione un po’ miei un po’ indotti 🙂
Seconda consuderazione: l’idiozia televisiva di massa, che ti ha così tanto colpito nella tua degenza recente, credo possa essere fotografata dalla pubblicità con la quale la rai ha deciso di promuovere il pagamento del canone quest’anno. L’idea che la televisione avrebbe potuto cambiare la storia non è malvagia, visto che, di fatto, influisce sulla nostra storia recente molto pià di quanto siamo disposti ad ammettere: basta solo pensare al potere dei media nella formazione dell’opinione pubblica e, di conseguenza, nelle reazioni agli eventi più o meno pilotate. Per la cronaca, il decreto gelmini sull’università è passato e nulla quaestio..giusto per fare un esempio…
Bene, la pubblicità della rai dimostra come si possa distruggere, banalizzare, svilire un concetto anche di un certo spessore culturale: Roberspierre avrebbe potuto scegliere se ghigliottinare o no la signora già condannata al patibolo, in base al fatto che ella fosse NOMINATA all’ISOLA DEI FAMOSI.
…se volevano fare i simpatici, a quacuno forse sembrerà pure che ci siano riusciti…ma che il programma di punta, quello che vale la pena mantenere perchè può addirittura cambiare la storia, sia quello scempio autorizzato della dignità umana, condotto da una delle donne più volgari e peggio vestite della tv (Dolce e Gabbana stanno all’eleganza come il pecorino sta agli spaghetti con le cozze)…a mio avviso, è almeno offensivo per il cervello umano. Se questa è l’eccellenza che la rai produce con i MIEI soldi, può pure fallire. Cmq, de gustibus…
La televisione, le opinioni, la storia.
Israele.
Nutro un profondo rispetto per il popolo ebraico e per la memoria terribile della shoà.
Comprendo il senso di vergogna che il mondo intero può provare dinanzi alle proprie responsabilità.
…ma non comprendo l’arroganza di uno stato che pretende che tutto gli sia lecito e concesso.
La nascita dello stato di Israele nel 1948 è un errore che Gran Bretagna ed USA avranno sulla coscienza. Questo arroccamento di un baluardo di cultura occidentale in una zona araba è stata una follia. Una mossa strategica, certo, ma non sempre le strategia sono corrette.
Adesso l’ONU si ritrova una figliastra che le sputa in faccia e non ha la minima intenzione di obbedire al suo cessate il fuoco.
Nessuno può negare iil diritto di proprietà acquisito dagli Ebrei in terra di Palestina: se io acquisto un terreno con regolare atto di compravendita, è mio. La proprietà terreria, tuttavia, non coincide con la sovranità: se compro un terreno negli USA, devo rispettare le leggi americane, non fondo uno mio stato sovrano su quelle terre…a meno che non mi sia concesso tale privilegio dagli USA, cioè lo stato sovrano capace di autodeterminarsi…ma l’autodeterminazione dei popoli era una bella bandiera che serviva all’Inghilterra nell’800 per fomentare i moti di indipendenza così da spadroneggiare nei mari e nel suo impero coloniale, ma negli anni ’40 del ventesimo secolo le stava stretto ed aveva pensato che non fosse il caso di sottilizzare e di fare un paragone con tutto quel gran casino del risorgimento…l’ottocento era finito, che diamine! Il positivismo aveva pure detto chiaro e tondo che la verità è che il più forte vince, quindi zitti e obbedite che il padrone sono io!
…IMBECILLI.
La lotta tra due arroganze non cesserà. I Palestinesi non perdoneranno Israele ed Israele non la smetterà di sentirsi in diritto di fare qualunque cosa.
Paradossalmente, le torri gemelle , il terrorismo attuale, il fatto che non sono libera di prendere un aereo senza imbarcare il bagaglio e non portare a bordo liquidi…deriva da lì.
Ciò che Usa e Gran Bretagan hanno fatto in Palestina ha creato un muro terribile di incomprensione, che è stato col tempo esasperato e cementato. Tutto per interessi economici, per il canale di Suez, per il petrolio…tutto ciò che oggi avviene nasce da motivazioni molto profonde, ha radici lontane.
Ad Atene non era lecito, per gli stranieri immigrati, acquistare terra: soltanto i cittadini potevano possedere la terra, perchè la proprietà coincideva, per loro, con la sovranità. Concetto antico, distante da noi, distante dalla Gran Bretagna e dal suo maledetto impero coloniale, distante ancor più dagli USA…ma Ebrei e Palestinesi affondano le radici del loro pensiero nel mondo antico, più antico della sterlina e del dollaro.
…solo un manipolo di ignoranti o di spregiudicati volutamente superficiali poteva non tener conto di questo. Ora..Dio ce la mandi buona.
Non mi fido di Israele, non è mai stata giusta la sua causa. Sono in campo due forze opposte, che dovrebbero riiuscire a rovare un equilibrio…ma poi a chi vendiamo le armi?
Non mi fido delle potenze occidentali, perchè non operano per il bene, ma per l’utile. Da sempre e per sempre.
Non mi fido, ovviamente, di Hamas…e non c’è bisogno di spiegare perchè.
…possa un nuovo Sharon sorgere tra il popolo di Israele (..anche a me la sua morte sembra troppo…diciamo che la coincidenza è sospetta) e trovare, dall’altra parte, un interlocutore davvero costruttore di pace.
Shalom!…anzi, “et in terra pax hominibus bonae voluntatis”…
Ciao!
Ho atteso che qualcun altro intervenisse in questo dibattito su blog, per evitare che diventi una specie di dialogo fra me e te, però ora ho accumulato un pochino di cose da dire..quindi procedo, prima di essere costretta a scrivere un romanzo…
La prima considerazione è solo di carattere tecnico: ma si può fare qualcosa per evitare di scrivere in grigio su sfondo grigio???? Mi sto cecando gli occhi e non vedo bene quello che scrivo, quindi declino ogni responsabilità su errori di digitazione un po’ miei un po’ indotti 🙂
Seconda consuderazione: l’idiozia televisiva di massa, che ti ha così tanto colpito nella tua degenza recente, credo possa essere fotografata dalla pubblicità con la quale la rai ha deciso di promuovere il pagamento del canone quest’anno. L’idea che la televisione avrebbe potuto cambiare la storia non è malvagia, visto che, di fatto, influisce sulla nostra storia recente molto pià di quanto siamo disposti ad ammettere: basta solo pensare al potere dei media nella formazione dell’opinione pubblica e, di conseguenza, nelle reazioni agli eventi più o meno pilotate. Per la cronaca, il decreto gelmini sull’università è passato e nulla quaestio..giusto per fare un esempio…
Bene, la pubblicità della rai dimostra come si possa distruggere, banalizzare, svilire un concetto anche di un certo spessore culturale: Roberspierre avrebbe potuto scegliere se ghigliottinare o no la signora già condannata al patibolo, in base al fatto che ella fosse NOMINATA all’ISOLA DEI FAMOSI.
…se volevano fare i simpatici, a quacuno forse sembrerà pure che ci siano riusciti…ma che il programma di punta, quello che vale la pena mantenere perchè può addirittura cambiare la storia, sia quello scempio autorizzato della dignità umana, condotto da una delle donne più volgari e peggio vestite della tv (Dolce e Gabbana stanno all’eleganza come il pecorino sta agli spaghetti con le cozze)…a mio avviso, è almeno offensivo per il cervello umano. Se questa è l’eccellenza che la rai produce con i MIEI soldi, può pure fallire. Cmq, de gustibus…
La televisione, le opinioni, la storia.
Israele.
Nutro un profondo rispetto per il popolo ebraico e per la memoria terribile della shoà.
Comprendo il senso di vergogna che il mondo intero può provare dinanzi alle proprie responsabilità.
…ma non comprendo l’arroganza di uno stato che pretende che tutto gli sia lecito e concesso.
La nascita dello stato di Israele nel 1948 è un errore che Gran Bretagna ed USA avranno sulla coscienza. Questo arroccamento di un baluardo di cultura occidentale in una zona araba è stata una follia. Una mossa strategica, certo, ma non sempre le strategia sono corrette.
Adesso l’ONU si ritrova una figliastra che le sputa in faccia e non ha la minima intenzione di obbedire al suo cessate il fuoco.
Nessuno può negare iil diritto di proprietà acquisito dagli Ebrei in terra di Palestina: se io acquisto un terreno con regolare atto di compravendita, è mio. La proprietà terreria, tuttavia, non coincide con la sovranità: se compro un terreno negli USA, devo rispettare le leggi americane, non fondo uno mio stato sovrano su quelle terre…a meno che non mi sia concesso tale privilegio dagli USA, cioè lo stato sovrano capace di autodeterminarsi…ma l’autodeterminazione dei popoli era una bella bandiera che serviva all’Inghilterra nell’800 per fomentare i moti di indipendenza così da spadroneggiare nei mari e nel suo impero coloniale, ma negli anni ’40 del ventesimo secolo le stava stretto ed aveva pensato che non fosse il caso di sottilizzare e di fare un paragone con tutto quel gran casino del risorgimento…l’ottocento era finito, che diamine! Il positivismo aveva pure detto chiaro e tondo che la verità è che il più forte vince, quindi zitti e obbedite che il padrone sono io!
…IMBECILLI.
La lotta tra due arroganze non cesserà. I Palestinesi non perdoneranno Israele ed Israele non la smetterà di sentirsi in diritto di fare qualunque cosa.
Paradossalmente, le torri gemelle , il terrorismo attuale, il fatto che non sono libera di prendere un aereo senza imbarcare il bagaglio e non portare a bordo liquidi…deriva da lì.
Ciò che Usa e Gran Bretagan hanno fatto in Palestina ha creato un muro terribile di incomprensione, che è stato col tempo esasperato e cementato. Tutto per interessi economici, per il canale di Suez, per il petrolio…tutto ciò che oggi avviene nasce da motivazioni molto profonde, ha radici lontane.
Ad Atene non era lecito, per gli stranieri immigrati, acquistare terra: soltanto i cittadini potevano possedere la terra, perchè la proprietà coincideva, per loro, con la sovranità. Concetto antico, distante da noi, distante dalla Gran Bretagna e dal suo maledetto impero coloniale, distante ancor più dagli USA…ma Ebrei e Palestinesi affondano le radici del loro pensiero nel mondo antico, più antico della sterlina e del dollaro.
…solo un manipolo di ignoranti o di spregiudicati volutamente superficiali poteva non tener conto di questo. Ora..Dio ce la mandi buona.
Non mi fido di Israele, non è mai stata giusta la sua causa. Sono in campo due forze opposte, che dovrebbero riiuscire a rovare un equilibrio…ma poi a chi vendiamo le armi?
Non mi fido delle potenze occidentali, perchè non operano per il bene, ma per l’utile. Da sempre e per sempre.
Non mi fido, ovviamente, di Hamas…e non c’è bisogno di spiegare perchè.
…possa un nuovo Sharon sorgere tra il popolo di Israele (..anche a me la sua morte sembra troppo…diciamo che la coincidenza è sospetta) e trovare, dall’altra parte, un interlocutore davvero costruttore di pace.
Shalom!…anzi, “et in terra pax hominibus bonae voluntatis”…