Ieri il mio amico Gaetano, uno dei rari aspetti positivi della vicenda Liutarte (la società di liuteria che ho fondato qualche anno fa a Napoli), con la grandissima sensibilità che lo contraddistingue, vedendomi molto giù di morale, mi ha regalato un suo vecchio LP.
Il gesto, già di per sè di grande valore, mi ha fatto tornare alla mente una discussione affrontata qualche giorno fa circa la conservazione degli oggetti.
Il dibattito dialettico era incentrato sulla eventualità di conservare tutti gli oggetti che hanno fatto parte, in qualche modo, della nostra vita in un luogo, stratificando una specie di memoria fisica magari da rivisitare di tanto in tanto.
In ogni caso ci sono degli oggetti che hanno un valore intrinseco ed altri che hanno il solo valore di conservare il ricordo di un momento.
Per esempio, quel disco, per me, significherà per sempre il personale modo del mio amico di manifestarmi il suo affetto e la sua vicinanza in quella particolare situazione.
Era tempo che non aprivo la copertina di un disco e non ne toccavo il vinile; tanto da non ricordare che avesse l’incisione su entrambi i lati.
Era normale in un’epoca in cui le cose, gli oggetti, erano considerati preziosi ed erano usati in tutte le loro potenzialità, ma io lo avevo dimenticato.
Dietro quei comportamenti ci sono forse le ragioni di boom economici, fondati su micro economie, che oggi non possono essere neanche ipotizzati.
Il CD ci ha abituati a usarrlo e salvaguardarlo da un solo lato.
Il DVD, suo parente stretto, ha fatto altrettanto.
Tutti i block notes che osservo, anche quelli che uso, sono scritti solo sul lato a vista delle pagine e non sul retro.
Molti dei fogli A4 che ho nella stampante saranno scritti solo su un lato.
L’immagine mnemonica di una persona, salvo rare eccezioni che riguardano principalmente quelle femminili, cui il titolo ammicca parafrasando uno degli slogan che periodicamente dilagano il televisione rendendo felici coloro che li usano, fa riferimento al volto.
L’edilizia tratta tutte le facciate allo stesso modo, ma vi sono tantissimi esempi di architetture dove la facciata retrostante rappresenta la vera sorpresa o semplicemente il silenzio rispetto alle parole del prospetto principale.
Vivremo in un mondo che ci spingerà a non guardare l’altro lato delle cose o sarà semplicemente il consumo immediato di tutto quello che abbiamo che ci porterà a toccare appena le cose per poi gettarle via?
Può darsi che queste riflessioni siano del tutto inutili ma, da oggi, andranno a rinforzare il mio essere “contro”, portandomi a usare al meglio le cose, magari senza necessariamente conservarle, e a cercare sempre le verità dietro le apparenze, fino a vedere, sembra impossibile, l’altro lato della luna.
Grazie Gaetano.un "lato B"