Pubblico una riflessione dell’amico Pino Tedeschi sullo stato del giornalismo in Italia, anche se mi imbarazza un po’ perché è come sparare sulla croce rossa, ma prima ancora della politica (e anche qui mi sento quasi di fare della circonvenzione di incapace).
Siamo di fronte all’ammaliante suono del violino del quale parlavo qualche tempo fa, o del canto delle sirene se preferite; i più suggestionabili devono proteggersi con un paio di tappi di cera per le orecchie, mentre i più curiosi dovrebbero farsi legare all’albero maestro della propria nave. In mancanza di tappi, albero, corde e veliero, ecco quello che può accadere a un politico comune oggi.
Buona lettura.

“Vi sono, in questi frivoli e ripetitivi giorni segnati da eventi insignificanti (crisi mondiale e nazionale; calo dell’occupazione; terremoti; vecchie e nuove povertà; caccia allo straniero in cielo, in mare e in terra), delle notizie che attenti giornalisti riescono ad estrapolare dal ciarpame mediatico per indurci a riflettere sulle grandi questioni; ne è un’illuminante esempio l’intervista che segue (che invito a leggere sulla pagina on-line del Corriere e che trovate di seguito nella versione integrale) alla signora Santanché: chi non si è posto negli ultimi mesi la domanda del secolo su chi avesse riavvicinato la Santanché a Berlusconi? Bene, è la stessa interessata a toglierci da queste pene, svelando, già nel titolo dell’intervista, che è stato suo figlio, il piccolo Lorenzo, ad annullare le distanze esistenti tra il Cavaliere e la Signora, specificando che i due (Berlusconi e il piccolo Lorenzo) avevano sempre continuato a parlarsi.
Soddisfatte, quindi, le legittime curiosità degli italiani su chi avesse spinto i due (Silvio e Daniela) a tornare insieme politicamente. Un altro tormento si fa immediatamente strada nell’animo delle persone che hanno a cuore le sorti italiche: ma la Santanché, che aveva dichiarato alla vigilia delle elezioni politiche del 2007 (in cui era candidata premier contro Berlusconi) che Silvio poteva mettersi l’animo in pace tanto lei “non gliela dava”, adesso, gliela darà?
Aspettiamo approfondimenti e inchieste in merito.”

Pino Tedeschi.

L’INTERVISTA: PARLA LA SANTANCHE’
“Il premier, grande uomo. Ci ha riavvicinati il mio piccolo Lorenzo.”
“Berlusconi si fida di me. Lui sa che non valgo, come dice qualcuno, solo un voto.”

ROMA
Ad Ignazio la Russa, ex amico da una vita che le consiglia di “sparire per un po’”, replica con candido veleno: “Non riconosco quel La Russa che mi ha sempre insegnato, in tempi anche non lontani, che è boia chi molla…. A Silvio Berlusconi, invece, Daniela Santanchè vuole dire grazie. Non tanto o non solo perché, sfidando l’ira del vertice della fu An che non la voleva a nessun costo nel Pdl, ha imposto il suo ritorno. Ma soprattutto perché “si è dimostrato un grande uomo nei momenti difficili, e questo non si dimentica”.
Quali momenti?
Sa chi ha riavvicinato me e Silvio dopo la campagna elettorale, quando i rapporti si erano interrotti? Un piccolo uomo, mio figlio Lorenzo, tredici anni. Con lui il premier ha sempre continuato a parlare, in quelli che sono stati per me e per lui momenti difficili anche sul piano personale, c’è sempre stato, gli telefonava, gli era vicino, gli parlava. Berlusconi è un grande uomo, di straordinaria umanità, certe cose non si dimenticano.
Gli perdona dunque anche il caso “veline”, che la moglie non gli ha invece perdonato?
Ho sempre stimato Veronica, ma trovo che questa volta sia indifendibile: è mancata come italiana, perché ha dato in pasto alle critiche il premier del suo Paese, e ha mancato come madre, perché ha messo in difficoltà i figli.
Non tutti nel centrodestra la pensano così: la finiana Farefuturo ha criticato duramente per il caso veline. E sembra che Berlusconi non abbia affatto gradito.
Non so. So solo che che non si ‘fa il futuro’ dell’Italia così. Poi, chi è senza peccato scagli la prima pietra….
Tornando alla sua vicenda, si è chiesta perché nell’ex An c’è ancora tanta ostilità nei suoi confronti? Forse per quella battuta sui colonnelli dalle “palle di velluto”?
Guardi, di battute più o meno pesanti tra uomini se ne dicono in continuazione, Fini e Berlusconi si sono dati dell’’ectoplasma’ ma continuano a lavorare insieme. Hanno riaccolto Mastella, tutti vengono perdonati, ma se una donna si azzarda ad alzare la testa, ad essere libera, ad attaccare o contrattaccare, quella per un uomo diventa un’offesa da lavare con il sangue. Una donna in politica, anche se ha dimostrato di valere, o è docile e accucciata, o si fa nemici e terra bruciata attorno.
Berlusconi però le ha riaperto le braccia.
Io avevo già siglato intese con il Pdl, con apparentamenti come a Rieti, Salerno, Matera, Cuneo, o con miei uomini e donne nelle loro liste. Evidentemente pensa che con me non si prende ‘solo un voto’.
Oppure, come sospettano i maligni, ha voluto fare un dispetto a La Russa e Fini: non è un comportamento da ‘capo’?
Può darsi, ma se devo avere un capo, me lo scelgo da sola. E l’unico che riconosco come tale è lui.

Paola Di Caro

11 maggio 2009credo11