Mi chiedo quali siano le ragioni, e forse anche l’utilità, di sostenere questo blog.
Dietro mia sollecitazione alla partecipazione, un mio amico mi scrive:
“In effetti sono un po impegnato e mi scarseggia il tempo. Comunque le manifestazioni di indignazione (modello Beppe Grillo, Travaglio o Report) non so se fannno bene visto che di fatto non succede niente, anzi non fanno che far abituare la gente alle ingiustizie. La notizia che in parlamento ci siano delinquenti non fa indignare più nessuno, e che Berlusconi è stato condannato diverse volte lo sta facendo diventare anche più simpatico.”
Affermazioni come questa penso siano allarmanti, specie se scritte da una persona che reputo intelligente. Ma cosa dovremmo fare?
La televisione ci propone programmi fotocopia in cui i conduttori (messi lì da chi?) sorridono eleganti e patinati, gli ospiti piangono o si insultano perché fa audience, la politica rilascia dichiarazioni ciclostilate tramite portavoce che sembrano drogati: fate caso allo sguardo di Bocchino..
Capezzone è ipnotizzato da Giucas Casella. Gente che cambia a seconda della poltrona che occupa; dismette l’uomo, il pensiero, si indossa la carica. Non oso pensare a Napolitano. Ma ci voleva tanto a dire fatevelo solo per voi tre il lodo e non coinvolgete me altrimenti non firmo?! Così, solo per darci un segnale che non tutti sono ammaliati dal suono del violino della Frau Blucher (Iiiiiiiihhhhhhhh!)!
Allora cosa ci resta?
Io, purtroppo, mi indigno ancora. Guarda un po’.
Gli statunitensi sono un popolo fantastico e variegato; a parte la propensione alla violenza, anche autolesionistica, di una certa parte, in loro alberga un forte spirito di coesione. Niente mi può togliere dalla testa che il fallimento dei colossi bancari sia il risultato di una cordata solidale organizzata in rete.
Ma penso ai farmer’s market, facenti capo a gruppi di acquisto solidale che tanti ostacoli trovano in un paese come l’Italia, fino, ad esempio, alle modalità di diffusione del wireless. In America esistono le reti wi fi condominiali, mentre qui da noi siamo continuamente bombardati dal cartello capeggiato dai “Beckam de noantri” che stanno infilando un ripetitore wireless in ogni casa!
Se provi a connetterti trovi ormai decine di ISP, tutti con password; ma che spreco!
Che cosa voglio dire, si può essere d’accordo con quanto scrive il mio amico, circa la fastidiosa presunzione di tuttologia opinionistica, pure questa regalataci dai media, ma resto fermamente convinto che se ci fossero trenta milioni di Grillo l’Italia sarebbe diversa. Siccome non ci sono, la risposta al tentativo di ipnosi collettiva in atto sta dentro di noi e nella nostra capacità di saperci organizzare in gruppi che resta l’unico modo per contrastare la debolezza dell’isolazionismo.
www.italianbox.com/wolf/Violin.mp3
Provo a spiegare meglio quello che ti ho scritto (per gli avventiri di questo blog, sono quello che ha scritto la frase riportata virgolettata), così ho la possibilità di esprimere un mio punto di vista. Solo su un aspetto. La situazione attuale politica, economica, sociale dell’Italia e del Mondo, la televisione la cultura in generale fanno (attenzione fanno e non farebberero) indignare molte persone, molte di più di quello che, con presunzione di essere dotati di una intelligenza superiore, si possa erroneamente supporre.
Ma dove sono queste persone? Grillo qualche tempo fa , con quel gioco del V day, ne ha radunate molti per le piazze d’Italia. E sono poche se, come penso, quelle veramente indignate probabilmente avranno ritenuto quella manifestazione, non dico fine a se stessa, ma inutile.
Premetto che Grillo non mi sta antipatico (anche se spesso parla di cose che non conosce bene) credo nella sua buona fede .
Premesso quindi che l’indignazione è molto diffusa, la domanda non è, cosa dovrebbero fare gli “indignati” ma cosa dovrebbero fare per cambiare questa stato di cose. Forse e meglio che spiego meglio la differenza tra i due quesiti visto che pure io, rileggendoli, mi sono sembrati la stessa cosa.
Alcuni si pongono la domanda “cosa devo fare in quanto indignato”. E la risposta è, trovare altri indignati, scrivere un blog, denunciare in TV, fare i sit in, affollare le piazze, bestemmiare ecc. In una parola. Indignarsi. STOP.
Questi indignati anche se sono 3.000.000 ma si muovono senza un progetto, una idea, un chiaro fine, insomma in ordine sparso, non andranno da nessuna parte. La loro velocità media è 0 (qui ci starebbe un riferimento all’entropia ma vedo che ultimamente sei poco elastico e la prenderesti seriamente). Fare qualcosa che non provoca effetto non è molto distante dal non fare niente, a parte la misera sensazione di appagamento per averci provato.
Gli altri si pongono la domanda “cosa devo fare per cambiare le cose” . Purtroppo la risposta non è semplice come per l’indignato light di sopra. Se qualcuno la trova è ovvio che cambierà il mondo. Io penso di averci una buona idea. Potrebbe non essere quella che cambierà il mondo. Ma almeno avrò la misera sensazione di appagamento di averci provato.
Tanto vi dovevamo distintamente salutiamo (daiii fammi fare una battuta).
Provo a spiegare meglio quello che ti ho scritto (per gli avventiri di questo blog, sono quello che ha scritto la frase riportata virgolettata), così ho la possibilità di esprimere un mio punto di vista. Solo su un aspetto. La situazione attuale politica, economica, sociale dell’Italia e del Mondo, la televisione la cultura in generale fanno (attenzione fanno e non farebberero) indignare molte persone, molte di più di quello che, con presunzione di essere dotati di una intelligenza superiore, si possa erroneamente supporre.
Ma dove sono queste persone? Grillo qualche tempo fa , con quel gioco del V day, ne ha radunate molti per le piazze d’Italia. E sono poche se, come penso, quelle veramente indignate probabilmente avranno ritenuto quella manifestazione, non dico fine a se stessa, ma inutile.
Premetto che Grillo non mi sta antipatico (anche se spesso parla di cose che non conosce bene) credo nella sua buona fede .
Premesso quindi che l’indignazione è molto diffusa, la domanda non è, cosa dovrebbero fare gli “indignati” ma cosa dovrebbero fare per cambiare questa stato di cose. Forse e meglio che spiego meglio la differenza tra i due quesiti visto che pure io, rileggendoli, mi sono sembrati la stessa cosa.
Alcuni si pongono la domanda “cosa devo fare in quanto indignato”. E la risposta è, trovare altri indignati, scrivere un blog, denunciare in TV, fare i sit in, affollare le piazze, bestemmiare ecc. In una parola. Indignarsi. STOP.
Questi indignati anche se sono 3.000.000 ma si muovono senza un progetto, una idea, un chiaro fine, insomma in ordine sparso, non andranno da nessuna parte. La loro velocità media è 0 (qui ci starebbe un riferimento all’entropia ma vedo che ultimamente sei poco elastico e la prenderesti seriamente). Fare qualcosa che non provoca effetto non è molto distante dal non fare niente, a parte la misera sensazione di appagamento per averci provato.
Gli altri si pongono la domanda “cosa devo fare per cambiare le cose” . Purtroppo la risposta non è semplice come per l’indignato light di sopra. Se qualcuno la trova è ovvio che cambierà il mondo. Io penso di averci una buona idea. Potrebbe non essere quella che cambierà il mondo. Ma almeno avrò la misera sensazione di appagamento di averci provato.
Tanto vi dovevamo distintamente salutiamo (daiii fammi fare una battuta).
Zagrebelski parlava ultimamente di costituzione formale e costituzione materiale. quest’ultima cambia proprio quando cambia lo spirito del tempo e diventa legittima, prevalendo su quella formale. tutto sta a capire se effettivamente lo spirito del tempo sta cambiando o è già cambiato; in questo caso no siamo gli alieni.
ma se niente niente non è vero che sta cambiando o sta cambiando con una certa dose di violenza allora l’imperativo è: non abbassare la guardia. non assuefarsi.
la questione è sottile ma anche cruciale.
Zagrebelski parlava ultimamente di costituzione formale e costituzione materiale. quest’ultima cambia proprio quando cambia lo spirito del tempo e diventa legittima, prevalendo su quella formale. tutto sta a capire se effettivamente lo spirito del tempo sta cambiando o è già cambiato; in questo caso no siamo gli alieni.
ma se niente niente non è vero che sta cambiando o sta cambiando con una certa dose di violenza allora l’imperativo è: non abbassare la guardia. non assuefarsi.
la questione è sottile ma anche cruciale.
“Il sonno della ragione genera mostri”.
Goya si riferiva ad una situazione molto diversa dalla nostra, ma la potenza espressiva della sua rappresentazione grafica DEVE, ancora oggi, ricordarci che occorre vegliare sempre, perchè qualcuno deve restare sveglio a coltivare la capacità di guardare oltre ed attraverso le immagini mostruose, più o meno accattivanti, che ci vengono spacciate per realtà.
L’esercizio dello spirito critico non può avere lo scopo utopistico di cambiare il mondo, ma è l’unica alternativa alla assuefazione e al cinico disincanto; provare ad esercitarlo insieme con altri, piuttosto che borbottarsi addosso da soli, potrebbe rendere il tutto più sopportabile e poi..chi sa? Magari a qualcuno potrebbe addirittura venire qualche idea condivisibile.
…scusate, ma una delle immediate, tragiche applicazioni attuali dei mostri generati dal sonno della ragione di cui sopra, è tutto ciò che sta succedendo intorno alla vita di una donna, sulla quale solo ora, dopo anni di colpevole silenzio, le istituzioni cercano di esprimersi e di definire i compiti di uno stato di diritto. E’ davvero mostruoso non soltanto il fatto in sè, che scatena pietà e impotenza nel cuore di ogni essere umano e ciò ne attenua lo sconcerto, ma è mostruosa l’assenza di rispetto per un nome continuamente ripetuto nei titoli di tutti i giornali, per delle immagini di repertorio ormai insopportabili alla vista…deorum manium iura sancta sunto! Ma il confine tra il bene e il male si è smarrito in questa vicenda, come il confine tra vita e morte. Il clamore irriverente, che spinge addirittura a legiferare sull’onda delle emozioni, è comunque mostruoso. Il tg mi dà la nausea in questi giorni.
“Il sonno della ragione genera mostri”.
Goya si riferiva ad una situazione molto diversa dalla nostra, ma la potenza espressiva della sua rappresentazione grafica DEVE, ancora oggi, ricordarci che occorre vegliare sempre, perchè qualcuno deve restare sveglio a coltivare la capacità di guardare oltre ed attraverso le immagini mostruose, più o meno accattivanti, che ci vengono spacciate per realtà.
L’esercizio dello spirito critico non può avere lo scopo utopistico di cambiare il mondo, ma è l’unica alternativa alla assuefazione e al cinico disincanto; provare ad esercitarlo insieme con altri, piuttosto che borbottarsi addosso da soli, potrebbe rendere il tutto più sopportabile e poi..chi sa? Magari a qualcuno potrebbe addirittura venire qualche idea condivisibile.
…scusate, ma una delle immediate, tragiche applicazioni attuali dei mostri generati dal sonno della ragione di cui sopra, è tutto ciò che sta succedendo intorno alla vita di una donna, sulla quale solo ora, dopo anni di colpevole silenzio, le istituzioni cercano di esprimersi e di definire i compiti di uno stato di diritto. E’ davvero mostruoso non soltanto il fatto in sè, che scatena pietà e impotenza nel cuore di ogni essere umano e ciò ne attenua lo sconcerto, ma è mostruosa l’assenza di rispetto per un nome continuamente ripetuto nei titoli di tutti i giornali, per delle immagini di repertorio ormai insopportabili alla vista…deorum manium iura sancta sunto! Ma il confine tra il bene e il male si è smarrito in questa vicenda, come il confine tra vita e morte. Il clamore irriverente, che spinge addirittura a legiferare sull’onda delle emozioni, è comunque mostruoso. Il tg mi dà la nausea in questi giorni.