Dopo anni di arroganti vessazioni sono diventato cinico nel giudizio di qualsiasi azione compiuta da un uomo politico, anche quelle all’apparenza più innocue e magari di solidarietà.
Si capisce dove voglio andare a parare.
Nessuno dei nostri rappresentanti in parlamento ha saputo resistere alla tentazione di una visita nelle aree terremotate, giusto quelli della lega, credo, troppo impegnati col fumo delle ronde.
Dopo i bagni di folla, i discorsi, le strette di mano, la parola sta per passare ai fatti e solo quelli ci diranno con quanta concretezza e rapidità si intenderà risolvere il problema di circa 25.000 persone rimaste senza casa e la questione dell’edilizia a rischio, sia pubblica che privata.
Il segreto è sempre guardare il risultato.
Se ci soffermiamo ai discorsi, alle immagini, siamo fregati; qualsiasi politico è capace, con le parole, di cambiare la realtà e farti sentire un deficiente che ha preso lucciole per lanterne.
Gli americani hanno offerto la loro solidarietà e cifre forfettarie a sostegno dell’emergenza (ognuno fa quello che può e che sente sopratutto in un momento di crisi profonda come questo); il nostro governo gli ha chiesto di occuparsi del recupero del patrimonio monumentale distrutto.
Le associazioni umanitarie e alcuni paesi europei hanno proposto viveri, medicinali, generi di prima necessità; il governo ha detto: abbiamo tutto quello che ci serve, vendete tutto e dateci i soldi.
E’ come se ad un lutto gli amici e i parenti ti fanno le condoglianze e ti dicono “se hai bisogno di qualsiasi cosa disponi”, e tu gli chiedi di occuparsi delle spese del funerale, o ti portano i fiori e tu non dici “solo opere di bene” ma “meglio i soldi, grazie”.
Somiglia tanto al famoso pezzo del film “Le vie del Signore sono finite” quando la sorella del protagonista, che si fa suora per l’apparizione della Madonna, dice a Massimo Troisi: “…è venuta da me dicendo dimmi di cosa hai bisogno e lo avrai”, e tu? “Io le ho detto che non avevo bisogno di niente, solo di fede e amore e me lo ha dato”. E lui: “ma perché vanno sempre dagli altri, da chi non ha bisogno di niente, se venisse da me si che saprei cosa chiedere! Soldi, donne, voglio star bene con le gambe!” (ricorderete, stava su una sedia a rotelle).
Troisi incarnava il ruolo di uno psicopatico con manie da protagonismo.
Oggi ci sono persone che pensano di incarnare il ruolo divino e del protagonista psicopatico contemporaneamente.
La ricostruzione del patrimonio storico vuole soldi veri, responsabilità e competenze, le strette di mano sono gratis.
Un piano di messa in sicurezza del patrimonio immobiliare a rischio richiede soldi veri, responsabilità e competenza, la costruzione della “new town” è un business per gli “amici degli amici” (e i parenti…stretti).
Delegare la rinascita delle radici più profonde di una parte del nostro paese è inaccettabile e umiliante, oltre che atto definitivo di resa della cultura italiana.
GF