Come volevasi dimostrare.
A quasi un anno di distanza dall’apertura di questo “diario pubblico”, sarei in grado di prevedere i livelli di “audience” per ciascun articolo prima di pubblicarlo e pilotare il numero dei lettori con un uso accorto delle argomentazioni.
Affrontare un argomento delicato come quello della morte, per esempio, ha abbassato i contatti di una percentuale mostruosa!
Talune foto, diabolicamente sistemate in calce a determinati articoli, hanno fatto letteralmente schizzare il numero dei contatti.
Naturalmente gli effetti non sono proprio deleteri, inutile dirlo. Anzi la quantità non coincide affatto con la qualità e in questo caso, così come in molti altri casi precedenti, è proprio dagli argomenti più difficili e ostici che emergono le più belle riflessioni e i pensieri più profondi.
Allargare il più possibile il numero di persone per formare piccole sacche di coscienza diffusa, che poi dovrebbe essere la “mission” di ogni blog privato, oppure chiudere ad un ristretto gruppo elitario e discutere di filosofia?
E’ questo il problema.
Se fossi il direttore responsabile di un network dovrei licenziare il giornalista menagramo e promuovere quello scandalistico, il populista e il paparazzo.
E’ la scelta di fronte alla quale si decidono qualità dei programmi e palinsesti ed è con noi stessi, quindi, e con i nostri “gusti” che dobbiamo prendercela, per la colata di spazzatura che quotidianamente viene riversata nelle case degli italiani attraverso l’ex tubo catodico. Poi c’é il serpente che si morde la coda: gli uomini di cultura non sono capaci di fare scelte populiste; si sostituiscono gli uomini di cultura con i cialtroni e lo scambio sarà sempre più metodico e capillare. Siamo una generazione di sfortunati e di scambi Montanelli/Feltri ne subiremo a piene mani. In silenzio.
Per quanto riguarda le mie scelte ci penso. Rifletto per qualche ora e poi vedremo i risultati… per il momento forza Bari!

GFbarretogol