Riporto oggi il testo di un articolo inviato al sito modugno.it riguardante il delicato momento che la politica del mio paese sta attraversando e della quale ho il dovere di occuparmi.
“Nel momento di massimo degrado della politica uno spiraglio di luce ci arriva dal web, l’unico luogo incontrollabile e almeno per il momento incontrollato, nel quale si può continuare a dire quello che si pensa.
Per un cittadino che mai si sarebbe avvicinato alle logiche perverse delle spartizioni, per i teorici solitari e i rivoluzionari in provetta leader nel proprio bicchiere d’acqua, è il momento di uscire allo scoperto e riappropriarsi di un ruolo scippato dai vecchi professionisti della poltrona.
Così come sostenuto dal raggio più luminoso di quello spiraglio, Beppe Grillo, per riappropriarsi della cosa pubblica si deve partire dal gradino più basso: dai comuni.
Alla vigilia delle consultazioni provinciali ed europee, il Sindaco di Modugno, che guida una coalizione formata da PD, UDC, IDV e Rifondazione, decide di correre con l’UDC, quindi uno dei partner politici, per una poltrona nell’Ente territoriale. Niente di strano se non fosse per il fatto che all’epoca della elezione di Rana, l’UDC faceva parte dello schieramento opposto.
Inutile dire che il PD, sostenitore storico del primo cittadino, gioca il ruolo del “cornuto e mazziato” in una classica storia da prima repubblica.
E la bastonata è così forte che i suoi esponenti ancora barcollano e fatigano, giustamente, a riorganizzarsi. Può succedere, alla pari di una qualsiasi relazione anche sentimentale, di essere colti impreparati da un voltafaccia inatteso.
L’IDV, portatore elettivo dei geni per una nuova politica, non si esprime, almeno ufficialmente. Lo fa solo tramite ufficiosi dispacci di esponenti, anche di primo piano, che, evidentemente, non trovano una unanimità interna di vedute.
Tirando le somme, direi, al contrario, che con le logiche fin’ora usate dai nostri rappresentanti, non ci si dovrebbe sentire traditi e quindi non dovrebbe esserci spazio per la rabbia, il risentimento e tutte quelle emozioni che non fanno parte della politica. Chi va per questi mari..
Non è la prima volta che assistiamo a virate personalistiche di amministratori eletti con un preciso mandato e da una precisa parte politica, e non sarà l’ultima se al gioco non si daranno delle regole nuove che tengano conto della moralità e dell’etica, concetti troppo spesso trascurati in questo campo.
Credo sia arrivato il momento di ritrovare un linguaggio comune tra gli interlocutori privilegiati, includendo tutta la cosiddetta sinistra radicale, basato su un codice etico fatto di poche, ma chiare, regole a garanzia degli interessi della collettività che invece considera tranquillamente, ora più che mai, la politica una branca della criminalità organizzata o, nella migliore delle ipotesi, della delinquenza comune.
Chi di noi, semplici cittadini, affiderebbe le proprie chiavi di casa a un poitico?
Riorganizzarsi con le regole etiche permetterebbe ragionamenti lucidi e condivisi sugli scenari possibili che questa candidatura comporterebbe, con conseguenze dirette sulla durata della vita dell’attuale Amministrazione.
Se la parte di coalizione “tradita” (o sedotta e abbandonata se preferite) dovesse ritenere finito quel rapporto di fiducia (e così dovrebbe essere vista la lettera del Segretario del PD Gatti) che andava avanti da anni, avrebbe il dovere morale di negare, oggi, il proprio appoggio al Sindaco, senza indugiare oltre, anche perché con la eventuale conquista del seggio provinciale la figura del nostro primo cittadino ne uscirebbe molto rafforzata e a quel punto sarebbe improbabile che alcuni dei nostri ammaliabili consiglieri possano resistere al fascino di un uomo lanciato nelle alte sfere della politica.
La mia modesta opinione è che se il Partito Democratico fosse interessato ad acquisire una credibilità nello scenario attuale e sopratutto futuro, per cercare di interrompere quel trend che lo vede protagonosta al negativo di una emorragia di consensi da assenza d’identità, non dovrebbe occuparsi del tamponamento contingente o dell’ostruzionismo, ma decidere eticamente la conclusione immediata del rapporto, di fatto già avvenuta, e l’inizio di una nuova epoca di cambiamenti che tengano conto della questione morale e delle reali affinità elettive con compagni di viaggio affidabili”.
Ti propongo di non inviare più i tuoi articoli a modugno.it.
Vogliamo costruire un forum cittadino, un’agorà dove si passa parlare liberamente, senza condizionamenti di nessun tipo? Bene, cominciamo da qui. Io sarò il primo a sforzarsi di commentare ogni volta che su questo blog avrai voglia di toccare corde sensibili dello scenario modugnese. Dal mio blog, poi, linkerò anche post come questo (che apprezzo molto). Se mi dai il permesso di farlo lo faccio subito.
Si parla di classe politica nuova, etica, facce pulite. E allora cominciamo con lo sceglierci le sedi di discussione più idonee. Non Modugno.it, ché lo vedo davvero come il luogo della vecchia politica, bolsa, barbogia. Questo sito ogni tanto ha degli sbuffi di frustrazione con commenti che lasciano intravvedere quel famigerato discorso nuovo, dal quale tutto dovrebbe prendere le mosse. Ma poi lo trita, lo mastica e lo digerisce restando, il sito, quello che è: un tavolo da obitorio.
Altre cose adesso avrei da aggiungere su PD, IDV e UDC.
Condivido i tuoi timori sull’incapacità del PD di sottrarsi all’abbraccio mortale del “gravidanzaarischio” Pino Rana. Ma questa sarebbe una questioncella che, al fin della licenza, non dovrebbe neanche riguardarci. Quello che mi preoccupa seriamente è proprio la posizione dell’IDV: non è possibile che la sua voce non si debba sentire solo perché “siamo troppo deboli” e “non contiamo nulla” (dal basso del nostro unico consigliere). Quando si brandisce questa argomentazione nasce in me la sensazione che nella sostanza non vi sia alcuna posizione da prendere, nessuna voce da far sentire, nessuna istanza politica da portare avanti. Per non porlare dell’obbrobrio della proposta messa in campo l’altra sera: l’IDV che si autopropone come forza responsabile dell’ultima fase dell’amministrazione Rana, e dico Rana.
Sull’UDC. Mi serve un altro spazio di commento
Ti propongo di non inviare più i tuoi articoli a modugno.it.
Vogliamo costruire un forum cittadino, un’agorà dove si passa parlare liberamente, senza condizionamenti di nessun tipo? Bene, cominciamo da qui. Io sarò il primo a sforzarsi di commentare ogni volta che su questo blog avrai voglia di toccare corde sensibili dello scenario modugnese. Dal mio blog, poi, linkerò anche post come questo (che apprezzo molto). Se mi dai il permesso di farlo lo faccio subito.
Si parla di classe politica nuova, etica, facce pulite. E allora cominciamo con lo sceglierci le sedi di discussione più idonee. Non Modugno.it, ché lo vedo davvero come il luogo della vecchia politica, bolsa, barbogia. Questo sito ogni tanto ha degli sbuffi di frustrazione con commenti che lasciano intravvedere quel famigerato discorso nuovo, dal quale tutto dovrebbe prendere le mosse. Ma poi lo trita, lo mastica e lo digerisce restando, il sito, quello che è: un tavolo da obitorio.
Altre cose adesso avrei da aggiungere su PD, IDV e UDC.
Condivido i tuoi timori sull’incapacità del PD di sottrarsi all’abbraccio mortale del “gravidanzaarischio” Pino Rana. Ma questa sarebbe una questioncella che, al fin della licenza, non dovrebbe neanche riguardarci. Quello che mi preoccupa seriamente è proprio la posizione dell’IDV: non è possibile che la sua voce non si debba sentire solo perché “siamo troppo deboli” e “non contiamo nulla” (dal basso del nostro unico consigliere). Quando si brandisce questa argomentazione nasce in me la sensazione che nella sostanza non vi sia alcuna posizione da prendere, nessuna voce da far sentire, nessuna istanza politica da portare avanti. Per non porlare dell’obbrobrio della proposta messa in campo l’altra sera: l’IDV che si autopropone come forza responsabile dell’ultima fase dell’amministrazione Rana, e dico Rana.
Sull’UDC. Mi serve un altro spazio di commento
Sai bene che non posso non accettare la tua proposta anche perché la debolezza incresciosa del duo PD/IDV sta assumendo aspetti imbarazzanti.
In realtà è ancora più difficile di quanto pensassi distaccarsi anche dalle ipotesi di poltrona.
Sai anche quanto tengo ai nostri compagni di avventura e chissà se tutto questo non possa dare una scossa all’immobilismo attuale.
Per quanto riguarda modugno.it e le censure di cui sei stato oggetto, ne resto sconcertato, soprattutto a giudicare dagli ignobili commenti che lascia, invece, passare; tutta roba fintamente reazionaria ma, in realtà, innocua.
Resto in attesa di istruzioni ringraziandoti per l’appoggio e dandoti incondizionatamente il mio.
Sai bene che non posso non accettare la tua proposta anche perché la debolezza incresciosa del duo PD/IDV sta assumendo aspetti imbarazzanti.
In realtà è ancora più difficile di quanto pensassi distaccarsi anche dalle ipotesi di poltrona.
Sai anche quanto tengo ai nostri compagni di avventura e chissà se tutto questo non possa dare una scossa all’immobilismo attuale.
Per quanto riguarda modugno.it e le censure di cui sei stato oggetto, ne resto sconcertato, soprattutto a giudicare dagli ignobili commenti che lascia, invece, passare; tutta roba fintamente reazionaria ma, in realtà, innocua.
Resto in attesa di istruzioni ringraziandoti per l’appoggio e dandoti incondizionatamente il mio.
Pingback: Nicola Sacco » Le affinità elettive
Pingback: Nicola Sacco » Le affinità elettive
Ho come la sensazione di “disturbare” una conversazione che viaggia in perfetta sintonia e la cosa mi proccupa nella misura in cui colgo in me dei cambiamenti rispetto al “battagliero” che ero. Ritengo giusto, tuttavia, tentare azioni coordinate con qualche compagno di viaggio e ragionare in termine di coalizione. All’interno di questi gruppi ciò che mi piacerebbe perseguire è un patto generazionale.
Ho come la sensazione di “disturbare” una conversazione che viaggia in perfetta sintonia e la cosa mi proccupa nella misura in cui colgo in me dei cambiamenti rispetto al “battagliero” che ero. Ritengo giusto, tuttavia, tentare azioni coordinate con qualche compagno di viaggio e ragionare in termine di coalizione. All’interno di questi gruppi ciò che mi piacerebbe perseguire è un patto generazionale.
Caro Tedesky tu non disturbi mai e so bene quanto puoi comprendere una posizione non battagliera ma logica e razionale.
La maggior parte di noi, almeno quelli il cui intento non è quello della poltrona, non ragiona con gli stessi meccanismi della politica che vogliamo spazzare via.
E non è questione da neofiti, vedrai che fra dieci anni sarà lo stesso. Del resto se, per quanto mi riguarda, avessi voluto adottare altre strategie, non mi sarei seduto con voi a ragionare ma con ben altri gruppi, con i quali so di non avere nulla a che spartire. Così come se mi accorgerò che il terreno non è fertile neanche in un gruppo la cui mission DEVE perseguire l’ingresso dell’etica e della moralità nella politica, tornerò a fare l’ideologo di via Paradiso n. 12 – interno 7, lì sarò sicuramente il più votato.
Ritengo giustissimo il tuo invito a viaggiare in termini di coalizione, solo così avrebbe un senso, che raccolgo in pieno, con l’invito, però, per tutti coloro che si sentono “arrivati” a dismettere i panni dell’imborghesimento precox per niente indotto dai risultati.
E’ appena il caso di ricordare che l’unica rappresentanza istituzionale non è frutto di tre anni di lavoro ma di logiche vecchia maniera identiche a quella che ha portato il nostro Sindaco alla scelta che conosciamo e che noi dobbiamo rifiutare con l’adozione di un preciso codice di deontologia politica.
Caro Tedesky tu non disturbi mai e so bene quanto puoi comprendere una posizione non battagliera ma logica e razionale.
La maggior parte di noi, almeno quelli il cui intento non è quello della poltrona, non ragiona con gli stessi meccanismi della politica che vogliamo spazzare via.
E non è questione da neofiti, vedrai che fra dieci anni sarà lo stesso. Del resto se, per quanto mi riguarda, avessi voluto adottare altre strategie, non mi sarei seduto con voi a ragionare ma con ben altri gruppi, con i quali so di non avere nulla a che spartire. Così come se mi accorgerò che il terreno non è fertile neanche in un gruppo la cui mission DEVE perseguire l’ingresso dell’etica e della moralità nella politica, tornerò a fare l’ideologo di via Paradiso n. 12 – interno 7, lì sarò sicuramente il più votato.
Ritengo giustissimo il tuo invito a viaggiare in termini di coalizione, solo così avrebbe un senso, che raccolgo in pieno, con l’invito, però, per tutti coloro che si sentono “arrivati” a dismettere i panni dell’imborghesimento precox per niente indotto dai risultati.
E’ appena il caso di ricordare che l’unica rappresentanza istituzionale non è frutto di tre anni di lavoro ma di logiche vecchia maniera identiche a quella che ha portato il nostro Sindaco alla scelta che conosciamo e che noi dobbiamo rifiutare con l’adozione di un preciso codice di deontologia politica.
Alla luce delle ultime dichiarazioni del Sindaco, quelle che identificano il centrosinistra, come un’insieme di buone idee ma dall’incapacità strutturale di metterle in atto, il Pd e l’IDV hanno secondo me una sola via d’uscita, sfiduciare il Sindaco. Solo attraverso questo strumento il Pd avrebbe l’opportunità di riaquistare un minimo di credibilità tra i suoi elettori e l’IDV finalmente avrebbe la possibilità di alzare la voce e dire basta a questo modo di fare politica tipicamente da prima repubblica.
E smettiamola con la storia che siamo deboli perchè contiamo 1/30 del Consiglio comunale. La debolezza di un partito, seppur a livello locale, non è dato dal numero esiguo di consiglieri, ma dalle idee e proposte concrete che riesce a mettere in campo.
Io propongo come o.d.g. del prossimo incontro, la discussione sulla mozione di sfiducia al Sindaco e vedere quali sono le nostre reali intenzioni, se quelle di avviare un nuovo percorso o quelle di rimanere in stand-by.
Voi cosa ne pensate?
Alla luce delle ultime dichiarazioni del Sindaco, quelle che identificano il centrosinistra, come un’insieme di buone idee ma dall’incapacità strutturale di metterle in atto, il Pd e l’IDV hanno secondo me una sola via d’uscita, sfiduciare il Sindaco. Solo attraverso questo strumento il Pd avrebbe l’opportunità di riaquistare un minimo di credibilità tra i suoi elettori e l’IDV finalmente avrebbe la possibilità di alzare la voce e dire basta a questo modo di fare politica tipicamente da prima repubblica.
E smettiamola con la storia che siamo deboli perchè contiamo 1/30 del Consiglio comunale. La debolezza di un partito, seppur a livello locale, non è dato dal numero esiguo di consiglieri, ma dalle idee e proposte concrete che riesce a mettere in campo.
Io propongo come o.d.g. del prossimo incontro, la discussione sulla mozione di sfiducia al Sindaco e vedere quali sono le nostre reali intenzioni, se quelle di avviare un nuovo percorso o quelle di rimanere in stand-by.
Voi cosa ne pensate?
Alla luce delle ultime dichiarazioni del Sindaco, quelle che identificano il centrosinistra, come un’insieme di buone idee ma dall’incapacità strutturale di metterle in atto, il Pd e l’IDV hanno secondo me una sola via d’uscita, sfiduciare il Sindaco. Solo attraverso questo strumento il Pd avrebbe l’opportunità di riaquistare un minimo di credibilità tra i suoi elettori e l’IDV finalmente avrebbe la possibilità di alzare la voce e dire basta a questo modo di fare politica tipicamente da prima repubblica.
E smettiamola con la storia che siamo deboli perchè contiamo 1/30 del Consiglio comunale. La debolezza di un partito, seppur a livello locale, non è dato dal numero esiguo di consiglieri, ma dalle idee e proposte concrete che riesce a mettere in campo.
Io propongo come o.d.g. del prossimo incontro, la discussione sulla mozione di sfiducia al Sindaco e vedere quali sono le nostre reali intenzioni, se quelle di avviare un nuovo percorso o quelle di rimanere in stand-by.
Alla luce delle ultime dichiarazioni del Sindaco, quelle che identificano il centrosinistra, come un’insieme di buone idee ma dall’incapacità strutturale di metterle in atto, il Pd e l’IDV hanno secondo me una sola via d’uscita, sfiduciare il Sindaco. Solo attraverso questo strumento il Pd avrebbe l’opportunità di riaquistare un minimo di credibilità tra i suoi elettori e l’IDV finalmente avrebbe la possibilità di alzare la voce e dire basta a questo modo di fare politica tipicamente da prima repubblica.
E smettiamola con la storia che siamo deboli perchè contiamo 1/30 del Consiglio comunale. La debolezza di un partito, seppur a livello locale, non è dato dal numero esiguo di consiglieri, ma dalle idee e proposte concrete che riesce a mettere in campo.
Io propongo come o.d.g. del prossimo incontro, la discussione sulla mozione di sfiducia al Sindaco e vedere quali sono le nostre reali intenzioni, se quelle di avviare un nuovo percorso o quelle di rimanere in stand-by.
Sono d’accordo per la discussione sulla mozione di sfiducia e quello che verrà fuori dall’assemblea sarà la linea del partito, in coerenza rispetto a quanto detto con l’amico Tedesky.
Credo solo che siamo leggermente in ritardo alla luce delle dichiarazioni d’intento fatte ufficialmente ieri sera.
Sono d’accordo per la discussione sulla mozione di sfiducia e quello che verrà fuori dall’assemblea sarà la linea del partito, in coerenza rispetto a quanto detto con l’amico Tedesky.
Credo solo che siamo leggermente in ritardo alla luce delle dichiarazioni d’intento fatte ufficialmente ieri sera.
Ho deciso di incazzarmi. Quando su di me (ma la stessa cosa vale per Nino, credo) sento dire “sei un ingenuo, un idealista o ingenuamente idealista” ho deciso di incazzarmi. Ecchissefrega!, si potrà dire. E io invece ho deciso che vi deve fregare se mi incazzo. Lo stesso se si incazza Nino, o qualcun altro al posto nostro. Se non vi frega niente delle idee, delle parole chiare e delle posizioni cristalline sarà prima di tutto un problema vostro. Se mi si rivolge la critica di non capirci niente della politica, respingerò seccamente al mittente. Io di politica ci capisco eccome! Se volevate dire: non capisci niente dei giochi della politica allora vi dò ragione. ma qui si vuole mandare all’aria l’idea stessa della politica ridotta ai giochi della politica. Forse questo non si è capito abbastanza.
Caro Pino, qua di suonarcela e cantarcela (e menarcela) io e Nino, non abbiamo nessuna voglia.
L’IDV ha un pregio in sé: quello di essere una formazione politica poco ideologica. Questo gli consente un’opportunità che sta suscitando speranze in tanti: essere impegnati e attivi, nella politica come nella società civile, senza quelle imbracature mentali tipiche dei militanti partitocratici. Non per questo, però, bisogna rinunciare anche a quelle poche idee, chiare e decise, che la stessa IDV si è voluta dare. Se io rinuncio alle mie idee nell’IDV, ma di grazia, allora l’IDV che cazzo è?
Secondo me si deve privilegiare il rigore di un ragionamento e non proteggerci dal rigore di un ragionamento per quello che implicherebbe: la rinuncia alle poltrone, come dice bene Nino.
Abbasso i calcoli!!!
Nella dimensione calcistica provo sempre un moto di commozione verso quelle squadre e quegli allenatori (sono un ultras Zemaniano) che fanno la partita, giocano a calcio o insegnano calcio, senza ricorso a mezzucci e senza il mito del risultato. L’idea sacchiana che il risultato sia la conseguenza del bel gioco è anche la mia. E Sacchi ha rivoluzionato il modo di giocare a pallone.
Ho deciso di incazzarmi. Quando su di me (ma la stessa cosa vale per Nino, credo) sento dire “sei un ingenuo, un idealista o ingenuamente idealista” ho deciso di incazzarmi. Ecchissefrega!, si potrà dire. E io invece ho deciso che vi deve fregare se mi incazzo. Lo stesso se si incazza Nino, o qualcun altro al posto nostro. Se non vi frega niente delle idee, delle parole chiare e delle posizioni cristalline sarà prima di tutto un problema vostro. Se mi si rivolge la critica di non capirci niente della politica, respingerò seccamente al mittente. Io di politica ci capisco eccome! Se volevate dire: non capisci niente dei giochi della politica allora vi dò ragione. ma qui si vuole mandare all’aria l’idea stessa della politica ridotta ai giochi della politica. Forse questo non si è capito abbastanza.
Caro Pino, qua di suonarcela e cantarcela (e menarcela) io e Nino, non abbiamo nessuna voglia.
L’IDV ha un pregio in sé: quello di essere una formazione politica poco ideologica. Questo gli consente un’opportunità che sta suscitando speranze in tanti: essere impegnati e attivi, nella politica come nella società civile, senza quelle imbracature mentali tipiche dei militanti partitocratici. Non per questo, però, bisogna rinunciare anche a quelle poche idee, chiare e decise, che la stessa IDV si è voluta dare. Se io rinuncio alle mie idee nell’IDV, ma di grazia, allora l’IDV che cazzo è?
Secondo me si deve privilegiare il rigore di un ragionamento e non proteggerci dal rigore di un ragionamento per quello che implicherebbe: la rinuncia alle poltrone, come dice bene Nino.
Abbasso i calcoli!!!
Nella dimensione calcistica provo sempre un moto di commozione verso quelle squadre e quegli allenatori (sono un ultras Zemaniano) che fanno la partita, giocano a calcio o insegnano calcio, senza ricorso a mezzucci e senza il mito del risultato. L’idea sacchiana che il risultato sia la conseguenza del bel gioco è anche la mia. E Sacchi ha rivoluzionato il modo di giocare a pallone.
Caro Nico
non nego, qualcosa ci divide rispetto al modus operandi con cui vogliamo (e questo non ci divide) perseguire la politica di Di Pietro ispirata a valori essenziali come etica; legalità; coerenza; capacità innovatrice. Non nego nemmeno di aver accettato compromessi per proseguire questa attività, ma sento di avere il dovere di farlo e il futuro prossimo dirà se è stata la scelta giusta. Mi sono “contaminato” alla politica delle manovre, è vero, ma ritengo che le strategie siano essenziali per crescere e penso che anche Di Pietro le faccia facendo torcere il naso, talvolta; il punto è, però, avere fermo l’obiettivo e non abassare via via il livello dei compromessi oltre la decenza.Il fine giustifica i mezzi? Solo nella misura in cui abbiamo capacità di discernimento e riusciamo a saperci guardre ancora all specchio senza vergognarci.
con stima
pino
Caro Nico
non nego, qualcosa ci divide rispetto al modus operandi con cui vogliamo (e questo non ci divide) perseguire la politica di Di Pietro ispirata a valori essenziali come etica; legalità; coerenza; capacità innovatrice. Non nego nemmeno di aver accettato compromessi per proseguire questa attività, ma sento di avere il dovere di farlo e il futuro prossimo dirà se è stata la scelta giusta. Mi sono “contaminato” alla politica delle manovre, è vero, ma ritengo che le strategie siano essenziali per crescere e penso che anche Di Pietro le faccia facendo torcere il naso, talvolta; il punto è, però, avere fermo l’obiettivo e non abassare via via il livello dei compromessi oltre la decenza.Il fine giustifica i mezzi? Solo nella misura in cui abbiamo capacità di discernimento e riusciamo a saperci guardre ancora all specchio senza vergognarci.
con stima
pino
Caro Pino,
io credo che non sia una questione di “modus operandi”, e anche sul fine comune dovremmo fare una chiacchierata, sempre che la cosa non crei troppe distrazioni rispetto al tema privilegiato della campagna elettorale.
La storia ci insegna che le grandi rivoluzioni e le svolte si sono fatte anche ricorrendo a bagni di sangue quando la gravità delle situazioni lo ha richiesto. E la situazione adesso è gravissima.
Non voglio fare istigazione alla violenza, ovviamente, ma il degrado della politica italiana, che inevitabilmente si riflette in quella locale, è tale da richiedere quantomeno determinazione.
Nicola ha fatto l’esempio calcistico che mi sembra particolarmente calzante; ricordo anch’io perfettamente l’assedio della metà campo madridista al Bernabeu, quando una qualsiasi squadra si sarebbe accontentata di limitare i danni e tentare, magari, la fortuna in contropiede. Ricordo il competente pubblico che dopo il silenzioso sgomento finì con l’applaudire la squadra avversaria. Non sono mai stato milanista e in questa epoca più che mai, ma allora ho intimamente tifato per una squadra che applicava la mentalità vincente e la determinazione del suo grandissimo allenatore. E detto da un interista storico, destinato alla mortificazione a vita del gioco del calcio, te la dice lunga.
L’aspetto etico e morale non può diventare uno slogan, ma il rischio è proprio questo se mentre si sostengono questi concetti si fanno manovre bassamente strategiche con personaggi che nulla hanno a che vedere con l’etica e la morale.
E aspé (mi consenta), stiamo parlando di posizioni assolutamente marginali, anche mooolto eventuali, rispetto allo scacchiere delle poltrone; e quando si parlerà di assessorati e tutto il resto quanti saranno in grado di fare un passo indietro e privilegiare la propria moralità?
L’errore più grande che sta facendo il cosiddetto “gruppo storico” è quello di sentirsi arrivati mettendo da parte la determinazione di un atteggiamento che dovrebbe, al contrario, essere sempre più incazzato in maniera direttamente proporzionale all’inutile, improduttivo, trascorrere del tempo.
E’ così che si conquista la fiducia della gente, e non facendo parte a tutti i costi della “banda bassotti”.
E non pensare che il mio integralismo sia riservato alla politica in quanto neofita. Sai bene che da anni lavoro in quello che ritengo un “centro di potere”, creato proprio da quella politica che avverso, nel quale, come altri, avrei potuto “organizzarmi”, data la coincidenza con la mia professione, ma non l’ho mai fatto.
Insegno con contratti determinati all’Università basati sul curriculum da mettere in discussione ogni anno e siccome penso che così bisognerebbe fare con tutti, eliminando i professori di ruolo (che insegnano l’architettura senza essere mai stati su un cantiere), non ho mai cercato di percorrere corridoi per “ammanicarmi” qualcuno che potesse garantirmi qualcosa. E questo per mettere sempre e comunque in discussione tutto in nome di una ideale etica a cui siamo legati sempre in pochissimi.
In quei pochi lavori, fatti sempre alla luce del sole e riportati anche in questo sito, non mi sono mai piegato alla logica della “provvigione” da parte dell’impresa appaltatrice, ma ti assicuro che lo fanno tutti.
So che considererai le mie parole e quelle appassionate di Nicola e ne trarrai occasione per riconsiderare la linea del partito e ricondurla sui temi che ci stanno e ci staranno sempre a cuore.
Caro Pino,
io credo che non sia una questione di “modus operandi”, e anche sul fine comune dovremmo fare una chiacchierata, sempre che la cosa non crei troppe distrazioni rispetto al tema privilegiato della campagna elettorale.
La storia ci insegna che le grandi rivoluzioni e le svolte si sono fatte anche ricorrendo a bagni di sangue quando la gravità delle situazioni lo ha richiesto. E la situazione adesso è gravissima.
Non voglio fare istigazione alla violenza, ovviamente, ma il degrado della politica italiana, che inevitabilmente si riflette in quella locale, è tale da richiedere quantomeno determinazione.
Nicola ha fatto l’esempio calcistico che mi sembra particolarmente calzante; ricordo anch’io perfettamente l’assedio della metà campo madridista al Bernabeu, quando una qualsiasi squadra si sarebbe accontentata di limitare i danni e tentare, magari, la fortuna in contropiede. Ricordo il competente pubblico che dopo il silenzioso sgomento finì con l’applaudire la squadra avversaria. Non sono mai stato milanista e in questa epoca più che mai, ma allora ho intimamente tifato per una squadra che applicava la mentalità vincente e la determinazione del suo grandissimo allenatore. E detto da un interista storico, destinato alla mortificazione a vita del gioco del calcio, te la dice lunga.
L’aspetto etico e morale non può diventare uno slogan, ma il rischio è proprio questo se mentre si sostengono questi concetti si fanno manovre bassamente strategiche con personaggi che nulla hanno a che vedere con l’etica e la morale.
E aspé (mi consenta), stiamo parlando di posizioni assolutamente marginali, anche mooolto eventuali, rispetto allo scacchiere delle poltrone; e quando si parlerà di assessorati e tutto il resto quanti saranno in grado di fare un passo indietro e privilegiare la propria moralità?
L’errore più grande che sta facendo il cosiddetto “gruppo storico” è quello di sentirsi arrivati mettendo da parte la determinazione di un atteggiamento che dovrebbe, al contrario, essere sempre più incazzato in maniera direttamente proporzionale all’inutile, improduttivo, trascorrere del tempo.
E’ così che si conquista la fiducia della gente, e non facendo parte a tutti i costi della “banda bassotti”.
E non pensare che il mio integralismo sia riservato alla politica in quanto neofita. Sai bene che da anni lavoro in quello che ritengo un “centro di potere”, creato proprio da quella politica che avverso, nel quale, come altri, avrei potuto “organizzarmi”, data la coincidenza con la mia professione, ma non l’ho mai fatto.
Insegno con contratti determinati all’Università basati sul curriculum da mettere in discussione ogni anno e siccome penso che così bisognerebbe fare con tutti, eliminando i professori di ruolo (che insegnano l’architettura senza essere mai stati su un cantiere), non ho mai cercato di percorrere corridoi per “ammanicarmi” qualcuno che potesse garantirmi qualcosa. E questo per mettere sempre e comunque in discussione tutto in nome di una ideale etica a cui siamo legati sempre in pochissimi.
In quei pochi lavori, fatti sempre alla luce del sole e riportati anche in questo sito, non mi sono mai piegato alla logica della “provvigione” da parte dell’impresa appaltatrice, ma ti assicuro che lo fanno tutti.
So che considererai le mie parole e quelle appassionate di Nicola e ne trarrai occasione per riconsiderare la linea del partito e ricondurla sui temi che ci stanno e ci staranno sempre a cuore.
Dimenticavo di dirvi che di questo articolo, che mi sembra abbia innescato un dibattico civile tra persone civili (e non un turpiloquio) e di quello di Pino, non c’é traccia su modugno.it.
La censura delle nostre voci è la prova più evidente della loro pericolosità.
Raccolgo e faccio mio l’appello di Nicola, che giro a Pino e a tutti i nostri amici, di non scrivere più su quello che è ormai spudoratamente l’organo di governo… a spese nostre.
Dimenticavo di dirvi che di questo articolo, che mi sembra abbia innescato un dibattico civile tra persone civili (e non un turpiloquio) e di quello di Pino, non c’é traccia su modugno.it.
La censura delle nostre voci è la prova più evidente della loro pericolosità.
Raccolgo e faccio mio l’appello di Nicola, che giro a Pino e a tutti i nostri amici, di non scrivere più su quello che è ormai spudoratamente l’organo di governo… a spese nostre.
No, nino, Modugno.it non è cmq l’organo di governo a spese nostre, quello è modugno in comune, anche se condivido l’idea che abbia perso molto. Su tutto il resto sto preparando una dichiarazione che presto sottoporrò al gruppo e alla città.
No, nino, Modugno.it non è cmq l’organo di governo a spese nostre, quello è modugno in comune, anche se condivido l’idea che abbia perso molto. Su tutto il resto sto preparando una dichiarazione che presto sottoporrò al gruppo e alla città.
Si, certo, Pino, ma essendo il Direttore consulente a contratto nello staff del Sindaco, è come se lo fosse, vista la linea editoriale.
Ti abbraccio in attesa di sovrappormi alla dichiarazione .
Si, certo, Pino, ma essendo il Direttore consulente a contratto nello staff del Sindaco, è come se lo fosse, vista la linea editoriale.
Ti abbraccio in attesa di sovrappormi alla dichiarazione .